Russia 2018, l’uomo del giorno è… Andrija Zivkovic: l’asso nella manica della Serbia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Russia 2018, l’uomo del giorno è… Andrija Zivkovic

Russia 2018. Brasile occhio ad Andrija Zivkovic. Il talento serbo del Benfica.

Nonostante l’esterno del Benfica non sia ancora sceso in campo con la maglia della Serbia, occhio a questo personaggio. La Nazionale serba, infatti, questa sera si giocherà il passaggio del turno contro il temibile Brasile.

Andrija Zivkovic
Andrija Zivkovic

Dopo il buon esordio contro la Costa Rica, la squadra di Milinkovic-Savic, si è piegata sotto i colpi della Svizzera. In un paese in cui il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 40%, lo sport, e in questo caso il calcio, rappresenta uno dei cammini più battuti per uscire dalla povertà e dall’esclusione sociale. Ne discende che il Mondiale in Russia rappresenta molto più di un semplice passatempo estivo.

Andrija Zivkovic: la storia

Lo sa bene Andrija Zivkovic, talento ex Partinzan Belgrado, convocato per la rassegna iridata . Il Partizan, insieme agli arcirivali cittadini della Stella Rossa, è tra gli artefici principali per quanto concerne le esportazioni calcistiche all’estero.

Dušan Trbojević, capo scout del Partizan fino all’estate scorsa, è stato l’uomo che dal 2008 più ha contribuito a rimpinguare le casse del più florido settore giovanile dell’Est, secondo in Europa solo alla formidabile accademia dell’Ajax. Il dirigente classe 1966 (l’anno in cui il Partizan giocò la sua unica finale di Coppa dei Campioni), ha lasciato però un tesoretto di giovani mica male.

Tra questi figura un ragazzo proveniente da Niš che, per un contenzioso tra club e giocatore legato al contratto, non ha portato l’enorme incasso preventivato e sperato dalla dirigenza, essendo uno dei calciatori balcanici U21 più costosi del continente. Il suo nome è Andrija Živković.

Agile e veloce, Živković è un esterno classe 1996.  Živković conosce bene il significato del termine sacrificio, ne è consapevole fin dai tempi delle scuole medie quando faceva il pendolare per partecipare alle partite del Partizan. Un anno e mezzo circa di viaggi continui, di apprendistato per quella che sarebbe stata la sua vita futura. Un talento del genere, unito a solide basi mentali e attitudinali, impiegò ben poco a raggiungere la prima squadra e a battere numerosi record: a 17 anni, 10 mesi e 12 giorni è diventato il più giovane capitano del Partizan; a 17 anni e 93 giorni, nella partita d’addio alla nazionale di Dejan Stanković nel 2013, il più giovane debuttante nella selezione serba, con cui, nella “versione” U20, conquisterà da protagonista il mondiale di categoria due anni più tardi.

Insomma, un predestinato. Dopo l’esperienza la Partizan, l’esterno, si è trasferito per 6.5 milini di euro in Portogallo al Benfica. Con la maglia dei lusitani il calciatore ha collezionato quest’anno 21 presenze, tre gol e quattro assist. Un bottino niente male per un calciatore alla prima esperienza fuori dai confinti nazionali. In Nazionale maggiore, invece, sono 10 le presenze del ragazzo. Nessuna in questo Mondiale, ma questa sera contro il Brasile, soprattutto se dovesse esser necessario recuperare il risultato, l’esterno potrebbe essere la carta decisiva per la Nazionale serba.