Juventus-Olympicos, Bacconi: “Pressing ultraoffensivo e ritmo alto. Così si vince”

| 28/09/2017 04:00

Juventus-Olympiacos, l’analisi di Bacconi

Juventus ed Olympiacos si sfidano questa sera in un match di Champions già molto delicato per i bianconeri. Così come il Napoli ieri, anche la Juve non può più fare passi falsi: a rischio c’è la stessa qualificazione europea.

Ma come si battono i greci? L’ha svelato Adriano Bacconi, esperto di tattica e Match Analyst, intervistato dai colleghi di Tuttosport. «La situazione dell’Olympiacos mi ricorda quella con cui si presentò il Galatasaray allo Stadium nel 2013. Roberto Mancini era l’allenatore dei turchi da appena 48 ore, un po’ come è capitato al nuovo tecnico dei greci, Lemonis. Con Roberto, in quel frangente, decidemmo che la cosa più intelligente ed efficace sarebbe stata quella di puntare su cose scolastiche, così Mancio decise di schierare il Galatasaray con un 4-4-2 in modo tale da avere le giuste coperture tra i reparti ma anche due attaccanti sui quali verticalizzare l’azione».

«Mi immagino una Juventus molto aggressiva. Credo che, attraverso un pressing ultraoffensivo, cercheranno di alzare il ritmo della partita fin dall’inizio. I bianconeri, una volta recuperata palla, dovranno cercare immediatamente gli attaccanti e Mandzukic me lo aspetto un po’ più vicino ad Higuain, se il Pipita giocherà dall’inizio. Il punto debole dei greci? La linea difensiva. Sui calci piazzati laterali, ad esempio, la linea si disunisce lasciando giocatori avversari liberi pure all’interno dell’area di rigore. C’è anche un’altra lacuna abbastanza evidente: sugli attacchi centrali, quando uno dei due difensori deve uscire per contrastare il portatore di palla, i terzini dell’Olympiacos non stringono e di conseguenza si aprono dei pericolosi corridoi centrali».

«In quella zona Higuain e gli esterni possono fare male. Quella greca è una squadra abbastanza presuntuosa e non credo che in tre giorni possa cambiare atteggiamento. Per certi versi l’Olympiacos ricorda il Milan attuale, cioè una squadra che vuole sempre giocare la palla, punta sul possesso, però manca di concretezza e concede spazi importanti agli avversari. L’uomo chiave dei bianconeri? Può essere la partita di Higuain».

 


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