Conferenza stampa di presentazione per Tomas Rincon.

Prima conferenza stampa da ‘bianconero’ per Tomas Rincon. Allo Stadium esterna le proprie sensazioni sul suo trasferimento alla Juve ufficializzato oggi. Ecco le dichiarazioni riportate da Tuttojuve.com.

Raccontaci le prime ore da calciatore della Juventus. E un tuo ricordo sulla partita che hai affrontato da avversario con il Genoa.

“Sì, vorrei iniziare col dire che questi giorni sono stati come un sogno che poi è diventato realtà. Adesso siamo qua e ci metteremo a disposizione della società, dello staff, dei compagni. Ringrazio naturalmente la società per la fiducia. Quella partita è stata una partita dove abbiamo trovato magari una squadra che aveva fatto una grande partita dispendiosa a Siviglia  e ha affrontato una squadra con molta fame; naturalmente quando si gioca contro la Juventus è un’opportunità per dimostrare sempre qualcosa e che quando si vince rimane sempre lì”.

Cosa senti di poter dare alla Juventus?

“Adesso sto un po’ conoscendo tutto, mi sto adattando velocemente perchè dopo qualche giorno si gioca, darò sempre il massimo. La cosa che magari uno può garantire è molto lavoro, perchè per me è un onore essere qui e quindi mi metterò a disposizione ovunque la squadra abbia bisogno, cercherò di dare sempre il mio lavorando tanto e cercando di vincere sempre”.

La parola vittoria è la molla che ti ha fatto scegliere la Juventus? C’erano da tempo società importanti su di te. Come e quando ti ha convinto la Juventus?

“E’ stato tutto molto veloce, appena ho sentito il nome della Juventus non ho avuto nessun dubbio, perchè qui si gioca per vincere e mi piace lavorare tutti i giorni per vincere naturalmente. Quindi sono qua, ho tanta voglia di allenarmi, di giocare e dare sempre il massimo”.

Chi conoscevi già del gruppo? Che impressione ti hanno fatto i grandi campioni che hai potuto conoscere in questi giorni? Che numero di maglia hai scelto e perchè?

“Le prime sensazioni sono abbastanza positive, abbiamo fatto abbastanza bene. I primi giorni sono stati giorni di test, quindi magari qualcuno arriva un po’ prima, qualcun altro un po’ dopo, però la prima impressione è che questo club è una famiglia, pieno di grandi campioni, per me è un onore essere compagno del nostro capitano che secondo me è il portiere più forte al mondo, e così posso andare avanti con tanti miei compagni. Mi hanno accolto abbastanza bene, si sono messi tutti a disposizione, ci sono anche tanti sudamericani, quindi non sarà difficile adattarsi.

Conoscevo Stefano (Sturaro, ndr) naturalmente che è arrivato come me da Genova e anche Mandragora. Poi tutti i sudamericani che avevo affrontato sia in Nazionale che con la mia squadra. Il numero di maglia è il 28 perchè era uno di quelli a disposizione, mi è sempre piaciuto l’8 e qua naturalmente ce l’ha Claudio. Quindi ho scelto il 28 che è la mia età, è vero che è tra qualche giorno il compleanno, però ho ancora il 28 e ho scelto questa maglia per quello”.

Sei stato descritto come un centrocampista duttile e bravo nella fase difensiva. Pensi per questo motivo di poter dare una mano alla Juve per fare un gioco più offensivo?

“Come ho detto sono a disposizione dove la squadra ha più bisogno. Dove mi faranno giocare non dipende da me, quindi io lavorerò tutti i giorni per stare bene, per dare il massimo e ogni volta che scendo in campo dare sempre una mano”.

Hai già parlato con Allegri della tua posizione?

“Ho salutato il mister,come ho detto questi giorni sono stati di ripresa, di lavoro differenziato, quindi non ho avuto l’opportunità ancora di parlare di certi temi”.

Come hanno preso in Venezuela il tuo arrivo alla Juve?

“Per il mio Paese è una cosa meravigliosa perchè il nostro calcio sta crescendo. Il fatto che un giocatore oggi sia in un club importante come la Juventus aprirà tante porte per i calciatori venezuelani. Quindi tutto il Paese è molto contento, si aspettano molto da me e io sono molto orgoglioso di portare questa bandiera qua”.

Perchè questo soprannome “El General?”. Sei pronto a giocare contro il Bologna?

“El General è iniziato da quando ero in Germania, penso un po’ i giornalisti, un po’ con i compagni, la società, hanno iniziato a dirmi così, poi è rimasto. Mi trovo anche bene, quindi non ho detto nulla contro. Sto lavorando, sono in forma e sarò a disposizione del mister”.

Ho letto che sei un appassionato lettore e ti interessano molto i libri sulla leadership. E’ vero? Ti senti un leader?

“No, penso che ognuno di noi è un leader dentro, bisogna solo trovarlo, buttarlo fuori. Un leader è sempre quello che pensa e si vede, io cerco di prepararmi perchè comunque penso che i giocatori debbano crescere anche come persona. E anche perchè in Nazionale sono il capitano. Devo stare sempre attento a dare una mano ai giovani e quindi devo essere anche preparato”.

Nella partita contro il Genoa, hai visto una partita involuta? Ve l’aspettavate più forte? Se fossi stato nella Juventus cosa avresti detto ai tuoi compagni dopo quel primo tempo?

“E’ stata una partita particolare perchè noi nei primi minuti abbiamo trovato due gol veloci, poi la partita è diventata un’altra. Comunque noi avevamo tante motivazioni in quel momento perchè affrontavamo la squadra più forte d’Italia e batterla era sempre un onore. Cosa avrei detto, non so, perchè devo essere lì, non era una situazione facile. Da fuori si vede in un modo da dentro in un altro, quindi non posso dirti cosa potevo dire”.

Tu sei abituato ad essere un leader, ma alla Juventus almeno all’inizio dovrai essere un gregario. Sei pronto ad un ruolo diverso?

“Ho l’umiltà sufficiente per cercare ogni giorno di crescere, di imparare, penso che uno mai debba pensare di sapere tutto, di essere arrivato al punto top, si gioca e si vive senza limiti e io ho l’umiltà che bisogna avere in questo tipo di squadra, dove tutti sono campioni. Basta solo lavorare, mettersi a disposizione della società, dello staff e dei compagni”.

Rincon, qual è stata la chiave a livello di salto qualità che ti ha permesso di arrivare alla Juve? Un messaggio per il tuo Paese…

“Ho fatto un percorso lungo, dove ho sempre avuto un sogno, poi ho cercato di raggiungere un obiettivo. Sono stati cinque ann in Germania, dove sono cresciuto molto come persona, come atleta. Per un ragazzo del Sudamerica, del Venezuela, andare in Germania, è un cambio drastico. Quindi ho imparato tante cose che mi sono servite poi nella vita per andare avanti. Quindi sono arrivato in Italia, mi sono trovato con un grande allenatore, che mi ha fatto crescere molto, mi ha fatto giocare in un’altra maniera rispetto a come avevo giocato sempre. Questo allenatore è mister Gasperini che ringrazierò sempre, perchè è stato molto importante per me. Anche la società chiaramente, ho trovato l’ambiente giusto, ho avuto continuità, ho lavorato tanto per questo”.

Ti voleva anche la Roma. Hai preferito la Juve ai giallorossi?

“No, su certe cose può rispondere solo il mio procuratore che si occupa di questo. Io ero concentrato tutto questo tempo a giocare, a fare il mio, poi dopo che è arrivata questa sosta ci siamo seduti. E’ passato tutto molto veloce e io quando ho sentito il nome della Juventus non ho avuto nessun dubbio”.