La Juventus cerca un’idea, più che un nome: un centravanti che parli la lingua di Spalletti, che tenga il pallone quando brucia e lo scagli in porta quando serve. Sul tavolo ci sono Sorloth, Kolo Muani e… Vlahovic. Ma c’è un motivo per cui tutto, per ora, resta in sospeso.
Calciomercato e notte fonda vanno a braccetto. Si ricarica il feed, si ascolta la radio, si dribblano le voci. La realtà, però, è più semplice: la Juventus vuole un nuovo attaccante per Spalletti. E lo vuole presto. I nomi? Sorloth, Kolo Muani, Vlahovic. Tre strade, tre caratteri. Un’unica domanda: qual è l’uomo giusto per una squadra che dovrà vincere correndo e pensando?
Tre strade per un’idea sola
Alexander Sorloth è il fascino dell’inedito. Viene da una stagione da 23 gol in Liga col Villarreal, attaccante alto e pulito nei movimenti, che attacca la profondità e non ha paura di duellare. Il profilo tecnico convince: con Spalletti, una punta che strappa e allunga le difese apre piste a mezzali e ali. Il nodo, piuttosto, è economico: in Spagna parlano di una possibile clausola attorno ai 38-40 milioni. Non è cifra leggera, anche se spalmabile con ammortamento lungo. E il suo ingaggio sarebbe da allineare al tetto bianconero.
Randal Kolo Muani è l’opzione verticale. Al PSG ha vissuto una stagione di rotazioni e ruoli ibridi, ma resta un attaccante totale: corre, pressa, attacca lo spazio, accompagna la manovra. Con Spalletti, che chiede prime difese feroci e scambi rapidi, avrebbe senso. Il problema è un altro: Parigi lo ha pagato carissimo nel 2023. Per liberarlo servirebbe un’operazione creativa, magari un prestito con diritto molto oneroso. E non è detto che il PSG apra.
Poi c’è Dušan Vlahović. Conosciuto, riconoscibile, già dentro il ritmo della Serie A. Ha deciso la finale di Coppa Italia 2024 e ha chiuso la stagione in doppia cifra piena. Nel gioco di Spalletti potrebbe crescere spalle alla porta e attaccare meglio il primo palo, qualità già viste a tratti. Tenere Vlahovic significherebbe continuità e meno rischio ambientale. Ma anche una scelta di campo: puntare sul presente, limare i dettagli, mettere da parte il brivido dell’ignoto.
In mezzo a tutto questo ci siamo noi, che ne parliamo al bar o in chat. “Sorloth spacca le difese”, “Kolo Muani ti porta su trenta metri”, “Vlahovic ce l’hai già, perché rischiare?”. E ogni volta che apri il telefono pensi che la notifica buona stia per arrivare.
L’ostacolo e la scelta
Eppure c’è un freno, ed è pesante: il budget. La Juventus oggi deve incastrare uscite e stipendi prima di affondare. Il bilancio impone prudenza, tra tetto ingaggi da rispettare e ammortamenti da non appesantire. Nessuna cessione è ancora ufficiale e alcune trattative in uscita non hanno trovato il prezzo giusto. Finché questo tappo non salta, è complicato chiudere colpi in entrata di quella taglia.
Dentro il perimetro tecnico, la domanda resta nitida: cosa chiede Spalletti alla sua punta? Pressione alta, connessione con i centrocampisti, attacco feroce alla profondità. Su questa lavagna, Sorloth è la traccia verticale. Kolo Muani è la scintilla in transizione. Vlahovic è il gol che conosci, con margine per rifinire dettagli di manovra e pressing.
Forse la scelta dirà molto della Juventus che verrà. Prudente o audace? Affidabile o esplosiva? Intanto, l’ostacolo è lì, concreto come un palo all’ultimo minuto. Quando cadrà, resterà un gesto solo: una firma. E allora, a chi vorresti consegnare la prima palla della stagione, quella che pesa come un’estate intera?