Un viaggio lampo a Istanbul, una stretta di mano che profuma di svolta e un ultimo sì che può cambiare l’orizzonte dell’attacco bianconero: è qui che si gioca Juventus–En-Nesyri, tra attese, cifre e un pizzico di coraggio.
L’inverno stringe, il mercato corre. Un attaccante serve subito. Il neo ds Marco Ottolini ha scelto la via più breve: volo per Istanbul, agenda senza spazi, trattativa frontale. La sensazione è che i tempi siano maturi. La domanda resta una: quale dettaglio tiene ancora ferma la penna sul contratto?

La svolta su Youssef En-Nesyri nasce da un vicolo stretto. Il profilo seguito da settimane, Jean-Philippe Mateta, non si muove. Il Crystal Palace non apre alla cessione a metà stagione. L’offerta bianconera, prestito oneroso da 2,5 milioni con obbligo a 30,5 legato alla Champions League, non ha convinto il club londinese. Qui la Juve ha cambiato corsia. E ha trovato una porta socchiusa.
La trattativa con il Fenerbahce ha prodotto un’intesa di massima. L’accordo tra club prevede un prestito oneroso da 5 milioni e un diritto di riscatto fissato a 19 milioni più 3 di bonus. Sono cifre coerenti con il valore di un classe 1997 abituato all’Europa e al peso delle partite. A Istanbul si respira ottimismo, anche se non ci sono comunicazioni ufficiali. La prudenza, in questi casi, è d’obbligo.
Cosa manca per chiudere l’affare
Manca il sì del giocatore. La Juventus ha messo sul tavolo un contratto intorno ai 5 milioni a stagione. Oggi, 23 gennaio, è in agenda un incontro tra Ottolini e l’attaccante per limare gli ultimi dettagli. La priorità è allineare durata, bonus individuali e ruolo tecnico. En-Nesyri arriva da settimane intense con il Marocco in Coppa d’Africa: la condizione è buona, ma il calendario è fitto. Il timing dell’inserimento nello spogliatoio conta quasi quanto le cifre.
Chi è En-Nesyri, in due fotogrammi. Uno: attaccante verticale, forte nel gioco aereo, letale nelle seconde palle. Due: abituato agli snodi della stagione. In Europa ha già lasciato tracce chiare, come il gol alla Roma nell’Europa League 2019-20 e le notti decisive nelle coppe recenti. Con lui la Juve aggiungerebbe profondità, attacco al primo palo, pressione alta. È un nove che vive nell’area, ma che non rifiuta il lavoro sporco. Lo vedi nel modo in cui attacca lo spazio: una, due, tre corse finché la difesa cede di un metro.
Il contesto resta fluido. La geografia del suo cartellino, i diritti d’immagine e alcune poste accessorie possono allungare i tempi. Se le firme non arrivano subito, non sarà una sorpresa. Ma i segnali dicono che la distanza è colmabile, e in fretta.
Capitolo rinnovi: la Juve lavora anche su Weston McKennie (scadenza 2026). La volontà è chiara: trattenere il centrocampista. C’è ancora spazio tra domanda e offerta, ma il tavolo resta aperto e operativo. È un altro tassello per dare struttura al gruppo, a prescindere dal nove.





