Notte europea, luce fredda: l’Italia sogna la quinta in Champions League, ma la strada si impenna proprio quando il calendario promette scintille e trappole. La classifica dice molto. I dettagli dicono tutto.
Il cammino è partito piano. Una sola vittoria, un pareggio, due sconfitte. Poca benzina per una rincorsa che chiede costanza e margine. La matematica del ranking Uefa non fa sconti: ogni punto pesa, ogni errore resta. E i conti, quando li guardi da vicino, raccontano perché la “quinta” in Champions oggi sembra lontana.
A inizio stagione si sognava la finestra extra. Il nuovo format la rende possibile. Serve chiudere tra le prime due del ranking stagionale. Italia alza la mano, ma trova sulla sua strada corazzate che macinano risultati. L’Inghilterra è già oltre. La Germania allunga. E nel mezzo si muovono due avversarie con inerzia favorevole: Portogallo e Spagna.
La classifica aggiornata dopo la prima fase è chiara: Inghilterra 20.069 (9/9), Germania 15.285 (6/7), Portogallo 14.700 (4/5), Spagna 14.375 (6/8), Italia 14.250 (6/7). Subito dietro, la Polonia a 13.625 e la Francia a 12.714. Dati ufficiali di periodo, soggetti ad aggiornamento con i prossimi turni.
Cosa significa in pratica? Che il secondo posto, ultimo utile per la “quinta”, oggi è una vetta. Non irraggiungibile per definizione. Ma lontana. L’Inghilterra corre. La Germania ha aumentato il vantaggio. Portogallo e Spagna restano a tiro, ma servirà una sequenza di risultati che l’Italia, fin qui, non ha mostrato.
La dinamica dei punti spiega il quadro. Il punteggio stagionale nasce da una somma semplice: 2 punti per la vittoria, 1 per il pareggio, più i bonus (partecipazione, piazzamenti nei gironi, avanzamenti a eliminazione diretta). Poi si divide per il numero di club iscritti. Per l’Italia il divisore è 7 in questa stagione. Tradotto: una vittoria di una squadra italiana vale 2/7, cioè circa 0,286 nel coefficiente nazionale. Un pari pesa 0,143. I bonus possono spostare decimi cruciali. Bastano tre-quattro successi di fila, più un passaggio del turno, per cambiare la pendenza della classifica.
Serve routine, non l’impresa isolata. Vittorie “normali” in serie. Punti anche quando la serata è storta. Le italiane in Europa League possono diventare il metronomo del ranking: partite più abbordabili, opportunità di bonus, margine per costruire.
La Roma ha il profilo giusto. Altre italiane, qualificate nelle diverse coppe, possono alimentare il conto ogni settimana. Nota doverosa: la collocazione europea di alcune squadre, come il Bologna, varia per stagione e calendario; se non ufficiale al momento della lettura, è prudente non darle per definitive.
Un esempio concreto aiuta: due vittorie e un pari nella stessa settimana valgono circa 0,715 di coefficiente. Con i bonus, quel bottino può superare la soglia psicologica del punto. È lì che si raddrizza la salita. È lì che Italia torna a vedere la seconda piazza.
Non servono slogan. Serve un’abitudine: vincere le partite “giuste” senza fronzoli. Le notti europee premiano chi sa dosare ritmo e lucidità. La quinta in Champions League è ancora un orizzonte. Lontano, sì. Ma le luci d’Europa a volte ingannano la distanza: dipende da come le guardi. E da come giochi il prossimo giovedì.
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