Serie A, cosa ci ha detto la prima giornata – (FOCUS CM24)

| 24/09/2020 14:50

La prima giornata di Serie A ci ha già lasciato indicazioni molto precise e certezze assolute. Prima su tutte, quella che ci conferma la differenza di emozioni in una partita senza pubblico e una gara con il pubblico. Da domenica (Parma-Napoli) il calcio italiano ha riaperto gli spalti agli spettatori e gli applausi, le esultanze, i cori e anche i fischi di disapprovazione hanno ridato una parvenza di normalità al calcio nostrano.

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Serie A, cosa ci ha lasciato la prima giornata?

Dagli spalti, poi, la parola è passata al campo e il terreno di gioco ci ha dato altrettante notizie importanti per una stagione che si preannuncia molto più equilibrata del solito. La Serie A 2020/21 è stata aperta al Franchi di Firenze dove si sono sfidate Fiorentina e Torino. Due squadre diverse ma simili per filosofia di gioco, due squadre che si sono date filo da torcere per 90′. La gara ha visto i padroni di casa portare a casa i tre punti grazie alla rete di Gaetano Castrovilli, alla prima partita con la gloriosa numero 10 viola: un segno del destino? Forse sì, forse per indicare la nuova via su cui sarà indirizzata la Fiorentina di Rocco Commisso. Il Toro, dal canto suo, parte non come avrebbe sperato con Giampaolo ma ai granata resta la prestazione, in alcuni momenti di alto rilievo. Poi il sabato sera ha regalato una spumeggiante Verona-Roma che è stata e sarà tra le partite più discusse di quest’anno. Non solo per il doppio legno colpito in un solo tiro da Dimarco ma per la sconfitta a tavolino  per la Roma maturata dopo il fischio finale. Evento unico? Quasi. La società giallorossa si è vista togliere il punto guadagnato al Bentegodi per un errore clamoroso nell’inserimento delle liste: Amadou Diawara non figurava tra gli Over e non poteva essere schierato. Fonseca non ne era a conoscenza e ha lanciato il maliano in campo. Risultato? 0-0, in campo: 3-0 per il Verona a tavolino e primi tre punti per la squadra di Juric.

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La domenica di Serie A

La prima domenica della nuova Serie A, come si è detto, si è aperta al Tardini di Parma con poco più di 1000 spettatori. L’esordio del Parma è coinciso anche con quello del nuovo presidente crociato: Kyle Krause. L’imprenditore americano ha promesso grandi cose per il futuro della squadra gialloblù ma per il presente dovrà pensare a come migliorare la squadra, uscita con le ossa rotta dopo l’incontro con il Napoli. Gli azzurri di Gattuso hanno subito messo in campo i diktat del proprio tecnico e l’esordio (un altro!) di Victor Osimhen ha dimostrato che il “nuovo” Napoli è vivo e potrà dire la sua alla Serie A.
La domenica degli esordi, poi, è continuata a Genova, dove si sono scontrati i rossoblù di Maran (alla prima sulla panchina del Genoa) con i rossoblù di Stroppa (alla prima dopo la promozione dalla Serie B e alla prima in assoluto del tecnico in Serie A). Risultato netto, che ha denotato la poca esperienza degli “squali” calabresi e la voglia del Genoa di non essere ancora la Cenerentola del campionato. Il 4-1 finale ha messo in mostra la nuova vita di Destro e l’incisività senza età di Pandev.

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Juventus e Milan: Ronaldo e Ibra le stelle della Serie A

Al Mapei, invece, Sassuolo-Cagliari è stata la gara più equilibrata della giornata. Anche qui un esordio, quello di Di Francesco sulla panchina sarda, e conferme importanti rispetto alla scorsa stagione. Il risultato finale (1-1) ha messo in mostra i punti di forza e i punti deboli di entrambe le squadre che vogliono confermarsi le outsiders di questo campionato e puntare a piazzamenti più importanti dell’anno scorso.

Ma le vere stelle del campionato sono scese in campo tra domenica sera e lunedì. Cristiano Ronaldo e la sua Juventus hanno messo in chiaro che anche quest’anno la volontà dei bianconeri è quella di vincere e di essere i migliori. All’Allianz Stadium, contro la Sampdoria, c’è stato l’ennesimo esordio, forse quello più atteso: Andrea Pirlo si è accomodato per la prima volta sulla panchina della Juventus come primo allenatore. Le indicazioni del campo sono state subito molto chiare. I bianconeri sono sembrati subito molto compatti e determinati e non hanno lasciato scampo alla Sampdoria di Claudio Ranieri.

Il monday night, invece, è stato vissuto all’insegna dell’immortalità di Zlatan Ibrahimovic, uomo simbolo del Milan di Stefano Pioli. Una doppietta che ha regalato ai rossoneri la prima vittoria in campionato e il momentaneo primo posto nella classifica dei capocannonieri. Le braccia larghe dopo i gol, la leadership riconosciuta da tutti i compagni, l’importanza nello spogliatoio, la voglia di vincere. Il Milan, anche quest’anno, è ripartito da Ibrahimovic, poi si vedrà. Attentendo gli esordi di Inter, Lazio, Atalanta, Spezia, Benevento e Udinese…

A cura di Salvatore Amoroso


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