Napoli Femminile, Cafferata: “Serie A voluta fortemente. Faccio una promessa ai tifosi” [ESCLUSIVA]

| 30/06/2020 11:00

Dopo la decisione del Consiglio Federale di assegnare scudetto, promozioni e retrocessioni, il Napoli Femminile è stato promosso in Serie A: abbiamo intervistato, in esclusiva, Federica Cafferata, attaccante delle azzurre. Ha raccontato i suoi primi passi nel Napoli, da genovese doc, e gli obiettivi futuri, facendo anche una promessa e un appello ai tifosi.

napoli femminile cafferata

(www.napolifemminile.it)

Napoli Femminile, Cafferata: “Abbiamo voluto fortemente la Serie A” – ESCLUSIVA

“Ora sono a Genova, sono risalita a marzo, nel periodo in cui è scoppiata la pandemia. Sono stata tutto il periodo lì e poi sono tornata a Napoli per liberare la casa. Sono stata tre settimane lì e poi sono ritornata a casa. Ho la fortuna di avere un campo da calcio nello stabilimento in cui vado al mare e mi sto allenando lì”.

Sei arrivata a Napoli giovanissima. Com’è stato ambientarsi a Napoli? Cosa ti è piaciuto di più e quali sono le differenze con Genova?Non è stato difficile perché sono una persona super caciarona, molto solare e mi ci ritrovo molto nella città. E’ simile a Genova, anche se più grande. Rispetto a Genova ci sono panorami pazzeschi. Napoli è una città bellissima, sfortunatamente c’è una piccola parte che mostra la parte più brutta, quella più underground. Anche se la maggior parte della gente è magnifica”.

Non sei solo calciatrice, studi anche Grafica e Disegno a Napoli: resta un tuo obiettivo nonostante il calcio?Il sogno è quello di riuscire a portare avanti entrambe le cose. Finora sto riuscendo a conciliare bene le due cose. Voglio continuare e terminare gli studi. Per me è una passione, non lo reputo uno studio. Penso che se si riescono a fare le cose senza pesantezza, dai il doppio. Diciamo che il Piano A è il calcio e il Piano B è il mio percorso di studi. Sono felice per quello che faccio”.

La squadra è parsa molto compatta per raggiungere l’obiettivo Serie A, quanto è stato voluto?Noi siamo partite il 30 luglio con il ritiro. Il Presidente nel primo discorso ci ha detto che voleva la Serie A. Tante ragazze arrivavano dalla Serie C, altre come me dalla Serie B e abbiamo avuto la bravura di riuscire a compattare il gruppo e a fare bene. Poi essere prime in classifica non succede a caso, significa che abbiamo lavorato benissimo. Il Presidente, scherzando quando eravamo seconde, ci ha detto che a tutti i costi saremmo dovute essere prime“.

Quale tra le tue compagne ti ha stupito di più?Come leadership dico Mariah Cameron. Lei non conosceva benissimo l’italiano ma ha sempre detto la sua, è una con la testa sulle spalle e ci ha trascinato in tante occasioni. Ho imparato molto da tantissime ragazze, dal nostro capitano Ianniccioni, da Paola Di Marino. Ho imparato anche tanto dalle giovani come me, come l’estone Tammik che gioca nel mio stesso ruolo e mi ha insegnato tanto“.

 

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Cafferata: “Primo gol in azzurro indimenticabile. Vi racconto Mister Marino”

Federica Cafferata, attaccante del Napoli Femminile, non ha nascosto il suo desiderio di vestire, in futuro, un’altra maglia azzurra, quella della Nazionale.

L’anno prossimo sarà difficile a restare in Serie A o le ambizioni restano alte?Se senti il nostro Presidente, vinciamo lo Scudetto (ride, ndr). Il prossimo campionato è quello che ci deve far affermare tra le grandi. Dobbiamo far vedere che non c’è un abisso con le squacdre più forti e che noi ci siamo. Poi magari abbiamo bisogno di qualche innesto che ci dia esperienza e qualità. Andremo ad affrontare squadre fortissime. Noi dobbiamo essere brave a strappare risultati con le big e riuscire a fare risultati con le squadre come la nostra. Il distacco con le forti c’è, è normale, ma dobbiamo lavorare per mettere in difficoltà tutti”.

Primo gol con il Napoli contro la tua ex squadra, che ricordi hai?E’ stato molto simpatica come storia perché ho chiuso la mia esperienza alla Novese con un gol e ho segnato il primo con il Napoli proprio contro la Novese. E’ stato come chiudere un capitolo e aprirne un altro”.

Mister Marino com’è?Sono partita come attaccante esterno e poi il mister mi ha cambiato più ruoli. Inizialmente ci sono rimasta male, poi ho parlato con il mister che mi ha spronato a dare il massimo in ogni ruolo. E’ un allenatore che sa dare tantissimo dal punto di vista tecnico e tattico. Si fa sentire, a livello umano è sempre pronto a tenderci la mano. Sono felice di giocare con lui in Serie A, perché ha già esperienza. Anche per lui sarà un banco di prova nuovo e penso che siamo tutti pronti a fare una bella stagione, anzi ne sono sicura“.

Europei, sono un tuo sogno?Certo, è chiaro. Ma più che guardare alla prima squadra, guardo alla Under23. Mettendomi in mostra in Serie A, forse sarà più semplice farmi nostare per la Nazionale, anche perché ci sono tante annate che sono disponibili per la Nazionale. La mia priorità è fare bene con il Napoli, poi le cose vengono da sé“.

Cafferata: “Ai tifosi prometto massimo impegno. Poi contro la Juventus…”

Federica Cafferata, poi, ha parlato del rapporto con la città di Napoli e ha lanciato un importante appello ai tifosi: quello di legarsi e sostenere anche la maglia della squadra Femminile.

Tanti tifosi ti salutano, quanti ne hai conosciuti a Napoli?In strada tantissimi, mi sono fermata spesso in città a giocare con i bambini per strada. E’ questa la bellezza di Napoli, il calcio è proprio nell’aria di continuo. Ero a vedere la finale di Coppa Italia a Napoli e ho guardato l’ultimo rigore di Milik con le finestre spalancate per sentire il calore del popolo napoletano una volta vinta la Coppa“.

Segui il calcio maschile? Quante differenze ci sono rispetto al femminile?Sono genoana, da piccola tifavo un po’ tutte le squadre, addirittura la Sampdoria. Poi in casa il sangue è rossoblù e tifo Genoa. Differenze con il maschile? Ce ne sono tante, soprattutto a livello pratico. Un domani dovremmo essere uguali, anche perché non vedo nessuna differenza, se non quelle economiche che ci sono da tantissimo tempo“.

Approvata la misura che porta il Femminile al professionismo: quanto è importante questa norma?Tanto, soprattutto per avere più tutele, per noi calciatrici e per tutta la gente che lavora intorno al nostro mondo. Sarà un passo importante, perché finalmente non ci sentiremo solo professioniste solo per il modo di lavorare. Il nome “professioniste” che arriverà, non ci cambierà mentalmente, siamo già professioniste per come ci alleniamo e per l’intensità che mettiamo in campo“.

Una promessa e un appello ai tifosi del Napoli?La prima promessa è di dare il meglio per il club. Poi vogliamo fare bene in campionato e di andare oltre la salvezza. Però la promessa migliore è che ce la metteremo tutta per fare un risultato positivo contro la Juventus (ride, ndr.). L’appello riguarda proprio le partite: venite allo stadio e fateci sentire il vostro calore“.

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A cura di Salvatore Amoroso

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