CONI, Malagò: “Completiamo le competizioni. Tamponi per tutti i calciatori. Stipendi? Interessi diversi”

| 03/04/2020 15:30

CONI, parla Malagò | La Serie A vive momenti di concitazione e disagio a causa dell’emergenza Coronavirus che sta bloccando anche il mondo del calcio. Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha fatto il punto della situazione sul futuro del calcio italiano.

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CONI, Malagò: “Vogliamo completare la Serie A”

Ai microfoni di Radio Punto Nuovo, Giovanni Malagò, ha parlato della ripresa della Serie A, dei tamponi ai calciatori e della situazione relativa agli stipendi.

“Il mondo del calcio contatterà il Governo per eventuali aiuti ma ci sono due problemi: il primo riguarda tutte le Federazioni che hanno fatto pervenire le proprie situazioni al Governo. Quella calcistica è arrivata al CONI e abbiamo prodotto un documento riepilogativo da inviare al Governo. Il secondo problema riguarda l’organizzazione dei campionati. L’organizzazione dei campionati è demandata alle singole Federazioni che hanno la facoltà di delegare le Leghe per l’organizzazione dei vari campionati”.

Completare le competizioni?La mia idea è quella, nessuno sarebbe così matto da evitare che competizioni sportive non vengano portate a termine. Non lo impedirei mai. Ma prima ci deve essere la garanzia che tutta una serie di elementi, estremamente confusi attualmente, siano all’ordine del giorno“.

Aiuti?Oggi lo sport è da traino per l’economia. Lo sport in questo può essere oggettivamente una grande medicina, senza mai sottovalutare ciò che è accaduto e nel rispetto delle persone che non ci sono più“.

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Malagò sulla data di ripresa e sul tema stipendi

“Il 20 maggio è una data possibile. Ma badiamo bene. Io sono un dirigente sportivo, non conosco a fondo, per filo e per segno, tutti i documenti relativi a questa emergenza. Angelo Borrelli è il Capo della Protezione Civile ed è in continuo contatto con il Comitato Tecnico Scientifico. Se suppongo una ripresa al 20 maggio, deve essere confermato da Borrelli, ma il problema non è solo la partita”.

Tamponi?I calciatori devono essere sicuri che tra loro non ci siano contagiati prima di scendere in campo o tornare ad allenarsi. Tutti devono avere tamponi ma mi rendo conto che ciò comporterebbe malcontento nel popolo. Spero di avere una libertà di manovra diversa ma da lì a dire che andrò all’aeroporto, prendo l’aereo per andare a Milano per tre volte a settimana, lo vedo complicato“.

Stipendi?Ci sono interessi contrapposti, è tutto normale. Ma è il momento giusto per unirsi sotto un’unica volontà e pensare solo al bene del nostro Paese“.


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