Tavecchio: “Ho portato il VAR in Italia, ma l’AIA non era d’accordo. Decide sempre e solo l’arbitro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:30

Serie A, le ultime notizie: parla Tavecchio

Carlo Tavecchio, ex presidente della FIGC dal 2014 al 2018, ha rilasciato un’intervista ai colleghi di CalcioNapoli24 Live, in diretta su CalcioNapoli24 Tv. L’ex presidente ha parlato del calcio italiano, il Var, le ultime polemiche tra cui Napoli-Lecce, la corsa scudetto e tanti altri argomenti.

Napoli Tavecchio Insigne Italia-Svezia juventini

Serie A, le parole di Tavecchio

“Platini non era d’accordo con il Vari, nel 2015 l’Italia si dichiarò di essere disponibile a fare esperimenti e si cominciò. Il VAR ha ridotto più del 95% degli errori commessi in buona fede sul campo. Non bisogna sostituire l’arbitro. Questa innovazione non fu accolta benissimo dall’AIA, fu imposto. Quando si arrivò alla fase sperimentale, gli arbitri capirono che il dominus della gara era sempre l’arbitro. Non ho dovuto convincere Nicchi.

Al’inizio c’erano perplessità, ma io ero il presidente della Federazione e il Consiglio Federale diede questa disposizione su mia richiesta. Il protocollo ha norme precise, ci sono cinque o sei casi in cui il VAR può intervenire come: nella goal tecnology, col goal e non goal, col fuorigioco. Questi miglioramenti hanno un’interpretazione umana e non si ha sempre uniformità perché i giudici sono sempre dei soggetti diversi l’uno dall’altro.

Sono contento di essere quello di aver portato il VAR in Italia. La cosa più importante è capire se c’è o meno la buonafede. Non ho visto nulla di Napoli-Lecce, non saprei giudicare.

Calcio italiano? Se non interverrà la politica nel calcio dilettantistico vuol dire che pian piano scomparirà, mi auguro che questo venga preso in considerazione. E’ bello vedere un campionato così dopo otto campionati vinti dalla Juve”.

Tavecchio