Sassuolo, Locatelli: “Ho il Milan nel cuore”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:30

Sassuolo, Locatelli: “Ho il Milan nel cuore”

Manuel Locatelli, centrocampista del Sassuolo e capitano dell’Under 21, ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

«Una responsabilità che mi piace, perché il mister mi ha fatto sentire subito importante, è motivo di orgoglio».

Come vede questa Under?
«All’inizio, abbiamo tanto da fare, c’è un buon potenziale».

Arrivavate da due anni di sole amichevoli, un po’ è pesato?
«Le motivazioni sono diverse, in partite senza punti in palio. Sono gare ruvide come quella con l’Irlanda a farti crescere, ti abitui a fare risultato».

Adesso l’Armenia.
«Non dobbiamo sottovalutare nessuno, nel calcio internazionale è un attimo cadere».

Anche in Serie A. Il Sassuolo non è partito benissimo.
«Sì, dobbiamo rimboccarci le maniche: ci siamo guardati in faccia, non è successo nulla di grave però dobbiamo fare meglio. Io stesso ho voglia di fare di più, sono ambizioso e per gli obiettivi che mi sono prefissato devo giocare di più, ma me lo devo guadagnare».

Il Sassuolo ha perso Squinzi.
«È stato un esempio da seguire, una persona eccezionale, che posso solo ringraziare. Ci ha insegnato tanti valori».

Per molti lei è ancora quello del gol alla Juve.
«Quel gol mi ha cambiato la vita, è uno dei miei momenti più belli, lo racconterò ai miei figli. Però c’è anche il lato negativo: su di me si sono create troppe aspettative. E quando le cose non andavano bene, ne ho sofferto. Non ero un fenomeno prima e non sono diventato un brocco dopo, sono sempre uguale, con la voglia di migliorarmi e di sentirmi sempre più importante. Ma ora mentalmente sono più forte, più pronto ad affrontare le aspettative».

Chi l’ha aiutata?
«La famiglia e la mia ragazza. Li ringrazio perché mi hanno tenuto in equilibrio, ho bisogno di loro. Mio papà lavora in banca, è una fortuna perché gestisce tutto, mia mamma è casalinga, mi è sempre stata dietro»

Un giocatore a cui si ispira?
«Ho sempre guardato Pirlo, ora direi Kroos. E un altro esempio importante è stato Marchisio».

E i dieci anni di Milan?
«Un capitolo fondamentale. Mi dispiace per come ci siamo lasciati perché io ho il Milan e i suoi tifosi nel cuore: quando vedo San Siro è un’emozione diversa, che provo solo lì».