I 10 calciatori coi nomi più impronunciabili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:34

Lo ammettiamo, noi siamo i primi. Questa guida serve innanzitutto alla nostra redazione, continuamente in dibattito sui nomi più impronunciabili dei calciatori in Serie A. Ma girando il mondo, neanche calciomercato24 pensava si potesse arrivare a tanto…vi diciamo solo che abbiamo rimpianto Błaszczykowski

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Calciatori nomi impronunciabili | Da Khodzhaniyazov a Ghoochannejhad, passando per l’impossibile (per noi) Ketkeophomphone: quando il calcio sa essere a dir poco beffardo. Meno male che molti di loro sono ancora lontani dalla Serie A, per il momento le nostre mascelle possono continuare ad aver paura solo di Zlatan. Ma non temete, abbiamo disposto una comoda guida audio per ciascuno di loro, così potrete bullarvi della vostra pronuncia più di quanto il colonnello Petrucci si vanta delle sue lauree.

Dzhamaldin Khodzhaniyazov

Cominciamo subito con il botto, così per sgranchirci la mandibola. Terzino sinistro ex Zenit San Pietroburgo, di etnia uigura ma con passaporto russo, ecco a voi Khodzhaniyazov. Spinto dalla voglia di confrontarsi con chi avesse cognomi al suo livello, dalla Russia il nostro Khodi ha ben pensato di trasferirsi nella patria delle difficoltà: la Danimarca. Neanche qui però è andata particolarmente bene: dopo 2 anni all’Aarhus, è rimasto senza contratto. Attualmente è svincolato, probabilmente anche i compagni di squadra hanno avuto più di qualche difficoltà nel chiamargli qualche movimento. Forse sarà più facile con la sua grafia originale Джамалдин Ходжаниязов ? Lo dubitiamo.

 

Kostas Triantafyllopoulos

Non poteva mancare la Grecia, da sempre terra di democrazia e spelling umidi. Anche voi che andate abitualmente in vacanza a Mykonos a caccia di…pronunce esotiche, avrete non poche difficoltà nel ripetere il suo nome. Classe ’93, attualmente milita nel Asteras Tripolis, la squadra contro cui ha esordito nella massima serie greca quando vestiva la maglia del Panathinaikos. Una chicca per chi ha fatto il classico: Κωνσταντίνος Τριανταφυλλόπουλος. A qualcosa doveva pur servire.

 

Artur Jedrzejczyk

Ecco il primo false friend: a vedere com’è scritto, il nome del terzino polacco non intimidisce quelli più scafati come noi. Poi siamo andati ad ascoltare la pronuncia: è stato in questo momento che tutti hanno promesso di non prendere più in giro Flavia Vento per i suoi strafalcioni. Impossibile da leggere correttamente senza l’aiuto di un madrelingua. Vi abbiamo avvisato.

 

Alireza Jahanbakhsh

Se davvero dovesse arrivare in Italia, siamo già in trepidazione per sentire tutte le torture per il cognome che la stellina iraniana potrà subire nel Bel Paese. Cristiano Giuntoli, ds del Napoli, ha infatti puntato da qualche mese questa promessa del calcio orientale. Ma andateci piano con gli sfottò: classe 1993, dotato di un’ottima visione di gioco ed una piacevole tendenza all’assist, giocherà il prossimo Mondiale. A differenza dei suoi colleghi italiani.

 

Reza Ghoochannejhad

L’Iran è stata una terra di grandi soddisfazioni per questo nostro giochino. Uno dei pochi casi in cui il soprannome è difficile da pronunciare quanto il nome, ma per le risate: tra amici infatti, Ghoochannejhad si fa chiamare Gucci. Non sappiamo, o forse non vogliamo sapere le ragioni di questa scelta: lui si è affrettato a dire che non c’entra niente il brand italiano, ma che si tratta semplicemente di un modo per abbreviare il suo cognome che i suoi coetanei in Iran trovarono da bambini. Lo stile da modello però, c’è tutto.

 

Azubuike Egwuekwe

Non siamo ai livelli di Uvuvwevwevwe Onyetenyevwe Ugwemubwem Ossas, il celebre ragazzo nigeriano diventato famoso per la lunghezza del suo nome, ma Azubuike Egwuekwe ci ha provato a rendere la vita complicata a chi doveva interagire con lui. Per fortuna, non avendo lasciato per anni il campionato del paese d’origine (Nigeria), il problema è stato tutto sommato contenuto. Attualmente però si è trasferito nella massima serie del Sud Africa, al Supersport United F.C.: impossibile prevedere gli sviluppi, ma vantando giù una stabile presenza in Nazionale, è possibile che pronunciare Egwuekwe non sia più un pericolo. Per loro.

 

Sener Ozbayrakli

Con il turco l’errore è dietro l’angolo. Siamo molto lontani dalla lingua italiana, con cui condivide solo l’alfabeto. Molti suoni cambiano e quello che può sembrare un cognome tutto sommato facile nasconde più insidie di una trasferta in casa del Galatasaray. Ha esordito con il Keçiörengücü, poi si è ravveduto. Ha fatto parte della spedizione turca agli scorsi europei, senza mai però scendere in campo: telecronisti, commentatori e rispettive famiglie stanno ancora inviando fiori a casa del ct Terim.

 

Saidi Ntibazonkiza

Classe ’87, burundese, attaccante del Qaysar in Turkmenistan. Gol? Pochi. Salivazioni inconsulte? Troppe. Provate a pronunciare il suo cognome in un qualsiasi mercato rionale e sarete assaliti come untori. Ha cominciato in Olanda, per poi passare in Francia, al Caen. In quegli anni PES lo valutava con un discreto 71, ma il suo rating saliva molto lentamente: quelli di Konami ci hanno sempre preso. Per un po’ di tempo ha militato nell’Akhisar Belediyespor: recitando il nome del calciatore e quello della squadra di fila in telecronaca i commentatori italiani evocavano lo spirito di Luca Giurato.

 

Vilayphone ‘Billy’ Ketkeophomphone

Il Laos. È grazie a questa terra che i telecronisti francesi hanno prenotato una fornitura a vita di pillole per il mal di testa quando circa 8 anni fa Vilayphone Ketkeophomphone ha fatto il suo esordio con la maglia dello Strasburgo. Ma i colleghi d’oltralpe non si sono lasciati intimorire ed hanno subito aggirato l’ostacolo: “Ce l’ha un soprannome?”, “No? Allora Billy! O Pica!”, e il gioco è fatto. Anche perché di mestiere fa l’attaccante, immaginatevi le perdite di tempo nel pronunciare il suo nome dopo ogni gol: l’arbitro avrebbe dato altri minuti di recupero solo per questo.

 

Wojciech Szczęsny

Ok, ora rilassatevi. Ve lo siete meritati e noi con voi. Mettere Szczesny alla fine è stato il nostro regalo, consapevoli che anche voi come noi ormai padroneggiate tanto la sua pronuncia quanto la sua grafia. Ricordato il gruppo “zcz”, dopo la “s”, il resto è in discesa. Come la carriera del portiere polacco, che a suon di ottime prestazioni sembra conquistarsi una maglia da titolare nella Juventus per il dopo-Buffon: Donnarumma permettendo.