Luciano Spalletti, tecnico dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria con la Rapid Vienna. Ecco le sue dichiarazioni:

Su Ranocchia: “Con lui si può avere confidenza, scherzare. Oggi gli ho detto che avrebbe giocato e segnato, ma non mi aspettavo un gol del genere”.

Sui miglioramenti recenti: “E’ corretto dire che l’Inter sta migliorando e sta facendo meno errori del passato, non è corretto però alludere a qualcosa successo di recente”.

Sulla crescita: “Noi siamo sempre a parlare di questo livello da esibire di normale, ma in alcuni momenti andiamo al di sotto del nostro livello di potenzialità. Sembra sia un discorso difficile da mantenere e di conseguenza questa è una situazione da mettere a posto subito. Sembra che la nostra qualità non possa supportare il lungo tratto”.

Su Icardi: “Ora si parla di chi c’è, tirarsi una situazione che non c’è non si fa più. Si dà forza e si dice bravi a chi gioca, corre e prende calci, senza perdere di vista lo scorrimento delle cose”.

Sulla partita: “Stasera si è usata la logica in quella che era la lettura del momento, abbiamo richiamato le punte sotto palla e siamo ripartiti. Tutte quelle cose che fanno parte della lettura della partita. Ora si riconsolida la conquista della palla. I calciatori sono stati attenti e professionali”.

Sulla difesa: “C’è sempre bisogno dell’equilibrio e del supporto. Vecino e Brozovic fanno copertura che rende più facile il lavoro sulla linea difensiva. Ci manca qualità sulla trequarti dove a volte facciamo il lavoro che dobbiamo fare ma a volte abbiamo difficoltà a prendere queste situazioni di taglio che danno il dubbio su chi viene marcato il giocatore che attacca la linea difensiva. Queste linee di mezzo si possono fare meglio, stasera siamo passati subito avanti quindi hanno gestito senza perdere equilibrio, poi tutti abbiamo fatto meglio nella ripresa”.

Se Icardi ha festeggiato: “Non lo so perché io sono venuto alle interviste”.

Sui sorteggi: “Ci sono 4 o 5 più forti e se sulla carta si incontra una delle meno forti è meglio, ma sempre di lì dobbiamo passare”.