Buffon si racconta in una lunga intervista ai microfoni di Vanity Fair

Buffon droga ultras | Un lato di Buffon, quello più giovane e ribelle, che esce dall’intervista concessa da quest’ultimo ai microfoni di Vanity Fair: “Droga? A 17 anni, quando mi offrirono una pasticca, sapevo che non dovevo cercare il divertimento al di fuori di me Al massimo uno spinello. E più che che quel fumo, ricordo quello dei tifosi della Casertana: una nuvola vera e propria, formata da 200 persone con degli spinelli in mano, lo ricordo come fosse ora”.

A proposito di ultras, anche Buffon lo è stato, con tutto ciò che questo comporta: “Una volta diedi un passaggio ad un tifoso del Parma di ritorno da una trasferta. Incrociammo un posto di blocco della polizia, restai ad affrontarli solo io. Ho fatto le mie stupidaggini ma non me ne pento, ne assaporo il gusto e sono felice di provarlo”. 

Poi l’intervista verte su temi più seri: “La morte di Belardinelli mi fa pensare che in realtà siamo di fronte a qualcosa che va oltre il calcio e che del calcio fa solo un pretesto. Stesso discorso per il razzismo e i migranti. Se affonda un gommone con 300 persone sopra ci indigniamo e siamo disposti ad adottare i figli. Se non affonda, ci chiediamo cosa vengano a fare 300 stranieri”. 

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