Tagliavento: “Il mio rimpianto è non aver avuto prima il Var. Ecco qual è stato il mio più grande errore”

| 23/11/2018 16:00

Tagliavento: “Il mio rimpianto è non aver avuto prima il Var. Ecco qual è stato il mio più grande errore”

Paolo Tagliavento, ex arbitro di Serie A, ha parlato ai microfoni di Radio Marte. Ecco le sue dichiarazioni: “Chi sceglie di fare l’arbitro sa perfettamente che l’errore se non è quotidiano, ma quasi. Il mio rimpianto è non aver avuto prima il Var, avrei evitato i 4-5 errori più grandi della mia carriera. La tecnologia fa felici tutti: in generale sono felice di aver fatto l’arbitro”.

Sul gol di Muntari contro la Juve: “Il gol di Muntari è oggettivamente uno dei più grandi errori, ma già un anno dopo con gli addizionali non sarebbe capitato, oggi poi con la goal line technology ci sarebbe voluto mezzo secondo per correggerlo”.

Sul labiale ‘Nel recupero vinciamo’: “E’ stato qualcosa di ridicolo. I social hanno peggiorato ogni situazione perché in tv ci metti la faccia, al pc o attraverso un telefonino è tutto più semplice.”

Sulle più belle esperienze: “Su tutte, la bellezza di arbitrare all’estero, in Champions è meravigliosa. Ricordo tante partite, in particolare Scozia-Inghilterra, è una di quelle che mi resterà più di tutte perché c’è tutta una storia politica e di cultura dietro, due popoli corretti che vivono questa partita oltre all’evento sportivo e lo leggi nei calciatori e lo senti dagli spalti”.

Sul post-carriera: “Ho avuto l’opportunità di scegliere la Ternana, non semplice per uno che esce dal mondo degli arbitri, ma le sfide mi sono sempre piaciute ed ho deciso, seguito di un progetto importante, di tentare questa nuova sfida e il pensiero di poterla vincere insieme alla mia città mi ha entusiasmato. Ovviamente sono un loro tifoso, ma sto seguendo poco la Serie A”.

Sul suo erede in Serie A: “Ci sono tanti arbitri bravi in Italia che si caratterizzano per carattere, educazione e cultura, ma chi fa l’arbitro in serie A ha fatto già un percorso importante, si è formato perché la selezione, vi assicuro, è tanta”.


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