Prandelli: “Balotelli è come il governo, divide. Marotta? L’Inter ha preso un fuoriclasse”

| 22/11/2018 13:15

Cesare Prandelli, ex Ct dell’Italia, ha parlato ai microfoni della redazione di SportNews.eu. Tra i temi la Nazionale, Mario Balotelli e Federico Chiesa.

La Nazionale ha dato importanti segnali di crescita. Abbiamo scoperto di avere tanti bravi centrocampisti ma manca un bomber. Un primo bilancio dell’era Mancini? “E’ stato bravo a capire che la caratteristica principale è la qualità, tenendo palla, costruendo, diventando protagonisti della gara. La punta credo al momento giusto ci sarà “.

A proposito di punte sembra che Mancini tornerà ad affidarsi a Balotelli. Lei ha valorizzato al meglio Mario agli Europei del 2012, quando l’Italia arrivò seconda. Qual è il segreto per gestirlo? “Mario aveva grandi motivazioni in quel periodo. Io credo di aver fatto poco. Dipende tutto da lui. Roberto è la persona giusta per gestirlo, lo ha avuto all’Inter e al Manchester City”.

Resta comunque un giocatore che divide. “Mario è come il Governo, divide”.

Tra i tanti giovani in evidenza c’è Federico Chiesa. Può diventare un fuoriclasse? “Secondo me sì. A 21 anni ho visto pochi giocatori con queste qualità. Lui ha la capacità di accelerare palla al piede, punta l’uomo, la porta. Negli ultimi dieci anni abbiamo perso queste caratteristiche”.

Con l’arrivo di Marotta, l’Inter riuscirà ad avvicinarsi alla Juventus? “Credo di sì. Per l’Inter è come acquistare un fuoriclasse. In questi anni Marotta ha dimostrato di essere un dirigente di grande spessore. Una figura così ai nerazzurri mancava”.

Un suo giudizio sulla VAR? “E’ uno strumento democratico. L’arbitro è più tranquillo perché sa di avere un aiuto. Certo è migliorabile”.

Il suo addio al Valencia. Qualche rimpianto per come è andata a finire? “Nessun rancore. Quando andai via non sapevo che nel contratto c’era una clausola in base alla quale bisogna pagare un risarcimento in caso di dimissioni. Abbiamo trovato un accordo e ho lasciato i soldi ad un associazione benefica del Valencia”.

Lei però si lamentò per alcune promesse non mantenute, legate al mercato… “Sì, ci furono delle promesse non mantenute. La Presidentessa era incompetente, non in grado di guidare un club così importante”.

Valencia, Galatasaray e Al-Nasr, tre esperienze negative. Tornerebbe ad allenare all’estero? “No, assolutamente. Ho avuto richieste dalla Liga, dalla Premier League e anche da qualche Nazionale. Ho rifiutato perché voglio riparte dall’Italia.

Ha avuto proposte dalla serie A? E’ stato accostato al Genoa. “Il Genoa non mi ha cercato e non ho avuto proposte dal nostro campionato. Aspetto ma senza ansia”.


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