Agnelli: “Il Mondiale per club non va bene, si deve cambiare. Terza competizione europea? Dopo il 2024”

| 20/11/2018 15:00

Champions League, Agnelli e Ceferin presentano il nuovo modello

Agnelli| Champions League| Futuro| Ceferin| Conferenza stampa congiunta ECA-UEFA. Il presidente dell’associazione che riunisce i club europei, Andrea Agnelli, e il presidente del massimo organismo calcistico europeo, Aleksander Čeferin hanno rilasciato alcune dichiarazioni per presentare la Champions League del futuro.

Primo a parlare è Agnelli: “È un giorno importante per il calcio europeo. La FIFA ha accolto la proposta UEFA ed ECA, abbiamo firmato una lettera d’intenti che prolungherà il nostro accordo fino al 2024. Abbiamo deciso l’ambito nel quale sarà adottato e abbiamo presentato il nostro programma al commissario. Abbiamo fatto una dichiarazione della volontà da parte nostra di sviluppare il calcio europeo insieme. L’incontro era stato programmato prima di questi ultimi leaks e questo è stato positivo per poter arrivare a una dichiarazione congiunta oggi. C’è stata molta speculazione in queste settimane, sicuramente è una grande opportunità di dimostrare la volontà di continuare insieme non solo fino al 2024 ma anche oltre.

Dal 2015 ci sono state tante dichiarazioni per arrivare al financial fair play 2.0 e abbiamo lavorato per sviluppare una terza competizione a livello europeo che ora attende l’approvazione della commissione esecutiva di dicembre. Se sarà approvata ci sarà una terza competizione dopo il 2024. Ma guardiamo anche oltre, la nostra intenzione è quella di cambiare il calendario internazionale delle partite. Ci vuole un’organizzazione dei campionati con i tornei che si giocheranno negli anni pari, dobbiamo valutare anche come gestire le finestre di trasferimenti e mantenere lo stesso numero di partite. Bisognerà bilanciare le competizioni interne con quelle internazionali, mantenendo periodi di riposo. Una volta deciso tutto questo, potremo scegliere il format della competizione”.

Oggi dite addio alla Super Lega.  “Il futuro deve essere ancora scritto. La Super Lega è esclusa, e questo è importante. Per quanto riguarda la ECA, e anche la Juventus, nel 2018 non si può parlare di Super Lega. L’abbiamo dimostrato alla Commissione, abbiamo parlato con il presidente Ceferin e abbiamo detto che non abbiamo nulla a che fare con i documenti emersi su un progetto di Super Lega. Lo escludo sia come presidente dell’ECA che della Juventus. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è stata nel 2015, poi sono cambiate tante cose, a partire dall’elezione di Ceferin, e anche della mia.

Abbiamo iniziato a pensare a cosa fare, per ora sono soltanto idee ma è stato importante aver trovato un accordo. A gennaio inizieremo a lavorare cosa succederà dopo il 2024. Le pre-condizioni sono chiare: periodi di riposo, gestione delle finestre internazionali e via dicendo, quello che ho detto prima. Queste sono le cose cruciali per i grandi club, ma riguardano anche quelli medi e piccoli. Dobbiamo trovarci tutti d’accordo, è quella la via per il successo”.

“Noi, come club, crediamo in questo modello. E parlo della maggioranza. A volte scherzo con Ceferin, è più difficile essere presidente dell’ECA che dell’UEFA, a causa degli interessi presenti. Ciascun club, a qualsiasi livello dagli amatori ai top club, corre un rischio imprenditoriale. Che sia la Juventus o il più piccolo club islandese, tutti vogliamo crescere. È logico. Il nostro obiettivo non è attirare le persone con proposte indecenti: 25 miliardi è una proposta che abbiamo letto solo sui media.

Con la FIFA dobbiamo discutere, perché il mondiale per club attuale non funziona: la Coppa Intercontinentale era molto meglio. La novità è stata un fallimento, dobbiamo discutere di questo. Il mondiale può cambiare, ma prima di muoverci in quella direzione vogliamo una piattaforma. Tutte le cose di cui parlavo all’inizio. Poi potremo discutere, ma è difficile parlare di proposte di cui abbiamo letto solo sui media. Questa offerta da 25 miliardi avrebbe riguardato due competizioni, ma noi non ne abbiamo saputo nulla in via diretta e non abbiamo votato. Siamo convinti che la riforma delle competizioni europee dal 2024 sarà un modello”.


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