Milan, Scaroni: “Higuain si è comportato da 18enne. Ibra è un idolo, impazzisco per Suso”

| 16/11/2018 08:00

Milan, Scaroni si racconta ai taccuini della Gazzetta Dello Sport

Scaroni| Intervista| Gazzetta Dello Sport| Milan | Ibrahimovic| Scaroni, il presidente del Milan, ha rilasciato una lunghissima intervista ai taccuini della Gazzetta Dello Sport«Nel calcio ci sono due montagne da scalare contemporaneamente, quella sportiva e quella economica: sono intrecciate e tenute insieme dal Fair play. Il ragionamento è complessivo e deve portare a cambiare le logiche di espansione del nostro campionato.

Dobbiamo guardare all’Oriente e in America, perché per riportare qui i grandi
campioni tutto passa dall’audience mondiale. Il Milan potrebbe essere avvantaggiato: è
il club italiano con il maggior numero di tifosi sparsi nel pianeta. Non vogliamo restino
vecchi signori che ricordano vecchie glorie, vogliamo tornare a livelli economici e sportivi
eccellenti».

In questo momento però la Juventus vi precede: è un modello?
«E’ l’unica società che si è messa a percorrere la strada dei club inglesi, nello stadio, nel
gestire la tifoseria a livello internazionale, nella preparazione digitale. È un modello, certo. Ma lo dico anche se Agnelli non condividerà: vincere sette scudetti di fila è un bellissimo record, ma ormai i titoli nazionali perdono peso in favore delle competizioni europee. In Cina o in Brasile guardano le coppe più che i campionati. Per questo preferisco un Milan
qualificato tre volte in Champions piuttosto che vincere uno scudetto».

Higuain salterà almeno la prossima partita. Subirà anche una multa?
«Salvini ha espresso un parere durissimo ma ha parlato da tifoso. Anch’io lo sono ma in certe situazioni devo vedere le cose con distanza, ho la necessità di prendere delle decisioni. Higuain è normalmente piuttosto nervoso, con la Juve a maggior
ragione. E dopo aver sbagliato un rigore cruciale era nervoso al quadrato. Guardo all’episodio da due diversi punti di vista. Da quello negativo parliamo di un professionista di 30 anni e non di 18, deve sapersi trattenere. Da quello positivo, e il ricorso viene da qui, non ha insultato nessuno, ha controllato meglio la sua lingua del suo corpo. Sarà poi lui  stesso a spiegare la propria versione alla corte. Sottolineo che di questo momento di sbandamento ha chiesto scusa, a noi tutti e all’arbitro. Era davvero costernato.
Alla fine del processo, non a metà, vedremo se intervenire anche noi come società».

Ibrahimovic e Pato non sono esattamente due ragazzi, eppure il Milan valuta l’investimento.
«È un altro discorso, Ibrahimovic per esempio sarà libero di scegliere la sua nuova squadra. È un giocatore fantastico, da tifoso lo adoro per l’altezza abbinata all’agilità. Sul mercato però non decido io. E il mio giocatore preferito in assoluto ce l’ho già in squadra: Suso».

Sulla situazione di Gattuso.
«Gli allenatori si valutano sui risultati. Oggi il Milan va più forte dell’anno scorso e Rino ha
fatto meglio del suo predecessore. Dunque il tema non si pone. In più vedo che la squadra
ha assorbito la sua grinta, anche se sarebbe meglio non si trasformasse in proteste. È vero
che il primo tempo con il Betis mi ha rattristato profondamente ma, seppur con i lacrimoni,
non mi è mai sfuggita alcuna battuta sull’esonero. E il Betis s’è rivelato una gran bella squadra: Lo Celso è fortissimo e ultimamente i nostri avversari europei sono stati capaci di farne quattro al Barcellona».

Avete mai cercato Conte?
«Magari non me l’hanno detto, ma io non l’ho mai sentito menzionare da nessuno. E personalmente non ho nemmeno il suo numero di cellulare».

Berlusconi e Galliani si fanno
sentire? «Ho una quota del Vicenza e quando abbiamo battuto il Monza sembravamo il Real. Adriano è un tifosissimo rossonero e un grande esperto di calcio, se parla lo ascolto. Berlusconi mi chiama ogni tanto, ha le sue idee, molto decise».


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