CSKA-Roma, i voti della Gazzetta dello Sport

Roma, ancora una volta a doppia faccia. La Roma vince e Pellegrini trascina i suoi. Il centrocampista dopo la rete nel derby è diventato un altro calciatore. Gol, assist e personalità: la Nazonale lo aspetta.

Tuttavia, il mistero fa discutere e contraddice ogni sentenza; quando sembra irrimediabilmente sfrangiata in campionato, la banda di Eusebio Di Francesco ritrova compattezza/risultati in Europa e la versione presentata a Mosca rimane quella che ha saputo prendere tutti i punti dopo il via negativo di Madrid.

Il risultato è meritato, alla promozione agli ottavi manca soltanto un punto o forse neppure quello, ed era dal 2008-09 che i giallorossi non centravano un tris di vittorie nel torneo. In questo bilancio poi ci sono anche delle sottosezioni, tipo: la Roma aveva perso le ultime cinque europartite in trasferta, adesso riparte felice e non congelata.

Lorenzo Pellegrini, con il primo suo gol in Champions e un assist da corner per Manolas, conferma la crescita. Ma anche Kluivert, bravo e profondo, si toglie il ghiaccio dalle scarpe. La Roma è anche decisa a sfruttare gli attimi. Non solo per l’1-0 del greco al minuto quattro, ma pure per il raddoppio, seppurin fuorigioco, subito dopo l’espulsione di Magnusson (59’): non dà tempo ai russi di riorganizzarsi.

A nulla serve la linea difensiva a cinque cotrta da i russi come all’andata, pur con qualche cambio di posizione (Nababkin da esterno sinistro a marcatore destro). Quando perde Mario Fernandes, infortunato dopo una decina di minuti, il tecnico fa entrare Schennikov e sposta a destra Oblyakov, uno dei più bravi nella miseria tecnica di una squadra che può solo puntare all’Europa League.

Roma, i voti della serata di Champions