Football Leaks – Piano segreto per una Super League di top club: spuntano i documenti

| 02/11/2018 19:37

Football Leaks – Piano segreto per una Super League di top club: spuntano i documenti

Una Superlega europea, ovvero, un campionato riservato alle squadre più ricche e potenti, quelle con i bilanci gonfiati da sponsor e tv pronte a pagare stipendi multimilionari ai loro campioni. Nessuna retrocessione, solo possibilità di inserire man mano pochi club d’elité. Questo sarebbe il progetto studiato dai padroni del calcio continentale con società come Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco e anche la Juventus, per moltiplicare i loro ricavi e mettere fuori gioco i tornei nazionali, destinati a perdere audience e quindi introiti.
Le carte che descrivono nei dettagli il piano elaborato fin dal 2016 con l’attiva partecipazione, tra gli altri, del presidente della Juve, Andrea Agnelli, emergono dalla gigantesca banca dati di Football Leaks con milioni di documenti ottenuti dal settimanale tedesco Der Spiegel e analizzati da L’Espresso insieme a partner internazionali del consorzio giornalistico Eic (European investigative collaborations).

Il 22 ottobre scorso la società di consulenza Key Capital Partners avrebbe inviato al presidente del Real Madrid, Florentino Perez, una lettera in cui si descrive la creazione di una società che avrebbe come azionisti 11 grandi squadre. Juventus, Milan, Paris Saint Germain, Bayern Monaco, Real Madrid, Barcellona, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City e lo United. Il documento appare come una prima bozza di accordo destinato con ogni probabilità a essere integrato nei prossimi mesi. Di certo però la lega dei big del pallone sembra determinata a prendere il posto della Uefa, l’associazione delle federazioni dei Paesi europei che gestisce le competizioni continentali, a cominciare dalla Champions League.

Questa nuova società, di cui i Blancos sarebbero gli azionisti di maggioranza con il 18% circa del capitale, avrebbero il compito di fissare i criteri per la distribuzione dei proventi televisivi, oltre a decidere e applicare le norme che regolano il nuovo campionato su scala continentale. In questo modo ai campionati nazionali rimarrebbero solo le briciole. Nella bozza dei documenti di Football Leaks si legge che oltre agli 11 membri fondatori, la futura Superlega potrebbe contare anche sulla partecipazione di altre cinque squadre come InterRoma, Atletico Madrid, Marsiglia e Borussia Dortmund.

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Dai documenti analizzati dai colleghi de L’Espresso, pare che già due anni fa le 7 big del calcio europeo erano pronte a scendere in campo per mettere in atto questo piano gigantesco. Il 31 marzo del 2016 i rappresentanti di Real Madrid, Barcellona, Bayern, Juventus, Milan, Manchester United e Arsenal si erano infatti dati appuntamento in un hotel di Zurigo con l’obiettivo di passare alla fase operativa del progetto Superleague. Dopo aver raggiunto una prima intesa, l’operazione non è poi andata in porto, ma queste grandi squadre sarebbero comunque riuscite a cambiare le regole del gioco in modo da aumentare i propri profitti.

I documenti di Football Leaks descrivono nei dettagli il negoziato tra i manager delle grandi squadre e l’Uefa, a cui è stata prospettata la prossima creazione di una Champions League alternativa. A partire da maggio del 2016 e poi per tutta l’estate seguente si sono susseguiti gli incontri per trovare un accordo. La trattativa, secondo quanto risulta dai documenti, è stata fondamentalmente gestita da Karl-Heinz Rumenigge, presidente del Bayern, insieme ad Andrea Agnelli.

Con l’allora presidente FIFA Michel Platini, sospeso poi dall’incarico perché coinvolto in un’inchiesta giudiziaria sulla gestione finanziaria dell’associazione, in quelle settimane l’Uefa era provvisoriamente diretta dal segretario generale, il greco Theodore Theodoridis. E proprio quest’ultimo avrebbe avallato una riforma della Champions League, annunciata ad agosto del 2016 ed entrata in vigore questa stagione.

Ogni anno, il massimo torneo continentale per club muove oltre 2 miliardi di euro. Un fiume di denaro che secondo le previsioni della stessa Uefa potrebbe crescere fino a 3,2 miliardi entro il 2021. Con il nuovo meccanismo di distribuzione delle risorse, ogni società incassa una somma che dipende per il 25% dai risultati raggiunti nelle precedenti edizioni della Champions League e per un altro 15% dal valore dei diritti tv incassati nel proprio Paese. In precedenza, invece, erano solo i proventi televisivi incassati in patria a determinare per il 40 per cento l’entità delle risorse destinate a ciascun club. La novità finisce per favorire le squadre più ricche, le stesse che negli ultimi anni hanno raggiunto con maggiore frequenza i turni finali della Champions. Inoltre anche i cosiddetti “contributi di solidarietà” pagati dalle società maggiori a quelle più piccole sono stati rivisti in modo da favorire le prime.

I documenti di Football Leaks fanno anche un bilancio della riforma: i club minori, quelli che giocano la Europa League, perdono in totale circa 60 milioni di euro l’anno, mentre quelli che partecipano alla Champions guadagnano 150 milioni in più per stagione.


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