Liverpool-Roma, Graziani ha commentato per i nostri microfoni la netta sconfitta dei giallorossi ad Anfield. Lasciando aperta la porta della speranza e criticando soprattutto i giocatori.

Liverpool-Roma, Graziani

Liverpool-Roma, Graziani a CM24 | Crederci ancora, perche’ nulla e’ finito. Perche’ si e’ gia’ dimostrato che tutto e’ possibile. Anche se sara’ necessaria la partita perfetta. Il pensiero di Ciccio Graziani a Calciomercato24 e’ questo il giorno dopo la pesante sconfitta della Roma sul campo del Liverpool. Con i fantasmi di 34 anni fa pronti a tornare alla ribalta. Anche se, proprio da quella Coppa dei Campioni, l’ex giocatore giallorosso, pensa si possa prendere un importante esempio. Anche allora per andare in finale, sarebbe stato necessario segnare tre gol al ritorno senza subirne. E quella squadra ci riusci’.

Cosa e’ successo fino al gol di Dzeko e cosa dopo? La partita e’ cambiata perche’ loro hanno perso un po’ di riferimenti. Evidentemente l’ingresso di Perotti, con la sua tecnica li ha un po’ disorientati, anche con il conseguente cambio di assetto tattico. La Roma da quel momento ha fatto con piu’ forza e convinzione la fase offensiva. Va detto che la Roma e’ anche partita bene, soprattutto nei primi 20 minuti. Poi e’ salito in cattedra il Liverpool quando la Roma ha allentato un po’ l’attenzione e la concentrazione. I due gol di Salah sono frutto di due disattenzioni.

Si puo’ spiegare tutto solo con l’uscita di Salah? Puo’ darsi di si. A conti fatti quando e’ uscito lui, la squadra si e’ abbassata un po’ di piu’, non riuscendo piu’ a verticalizzare e diventando meno pericolosa nelle ripartenze.

Salah oggi e’ sui livelli di CR7 e Messi? No, assolutamente no. E’ migliorato moltissimo. E in un calcio come quello di oggi in cui la velocita’ spesso fa differenza lui e’ devastante. Soprattuto quando gli lasci certi spazi. Basta ripensare all’occasione del primo gol, quando Manolas era a 4 metri da lui. In quelle occasioni devi accorciare subito. Non puoi fargli prendere la mira. Anche sul terzo gol di Mane’, Salah e’ stato lasciato solo contro Juan Jesus, consentendogli di prendere velocita’. Ci vuole raddoppio, copertura.

A questo punto e’ stato troppo superiore il Liverpool o ci sono delle colpe nella Roma? Certamente ci sono colpe della Roma. Anche nel secondo gol di Salah se lo sono lasciato sfuggire, facendoselo passare davanti. Anche se va detto che c’era un fallo su Strootman che l’arbitro non ha visto. Cosi’ come in occasione del terzo gol, di Mane’, era nettamente fuorigioco. Con il Var si sarebbe visto subito. Speriamo lo mettano presto anche in competizioni importanti come la Champions. Ma a prescindere da questo, anche sul secondo gol, credo che Alisson sia uscito troppo presto dall’area di porta. Sono stati commessi errori imperdonabili contro squadre cosi’ veloci. Salah, Mane’, Firmino, ma anche Milner e Wijnaldum, appoggiano sempre la fase offensiva. Un po’ come il Napoli con Allan e Hamsik, che diventano due attaccanti aggiunti. A un certo punto ci si e’ ritrovati a difendere quattro contro quattro con quella gente cosiì veloce. Ed e’ impensabile. E si sapeva.

Secondo lei, se Di Francesco potesse tornare indietre ripresenterebbe la stessa formazione, compresa la difesa a 3? La difesa a 3 deve prima di tutto funzionare bene. Teoricamente Manolas avrebbe dovuto fare il libero coprendo quando esce uno dei due tra Fazio e Juan Jesus, con Kolarov e Florenzi a fare la fase difensiva. Non esiste la difesa a 3 quando si difende, ma deve diventare a 5. Se tutto funziona bene e’ una difesa che ti permette di essere piu coperti. Di Francesco mette la squadra in campo ma se i giocatori non seguono le sue indicazioni, sono cose che lasciano il tempo che trovano. Sono stati commessi errori individuali gravi che hanno fatto la differenza.

Come si ribalta una partita del genere al ritorno? E la Roma puo’ farcela di nuovo? Bisogna fare la partita perfetta. Prima di tutto non devi prendere gol e poi devi indovinare tutto. Ci vogliono rabbia, attenzione, concentrazione massima. D’altronde l’ha fatto con Barcellona, anche se ogni partita sua storia. Ma il 5-2 permette ai tifosi, a tutta la Roma e al calcio italiano di avere speranza. Noi nel 1984 perdemmo la semifinale d’andata 2-0 con il Dundee e al ritorno facemmo il 2-0 per andare poi ai supplementari, dove vincemmo poi 3-0 . Tutto puo’ succedere nel calcio, servira’ un’altra impresa, ma bisogna crederci.

In ottica campionato, come si fa a scendere in campo contro il Chievo non pensando alla gara con il Liverpool? Bisogna essere, allenatore e giocatori, tutti bravi e concentrarsi sul Chievo, vincere per essere ancora competitivi nella lotta per il posto Champions. Che resta un obiettivo fondamentale per la Roma. Servira’ avere la testa al campionato e poi dopo ci si riprova.

a cura di Francesco Monaco.

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