Mattia Perin, portiere del Genoa, è intervenuto ai microfoni della Gazzetta Dello Sport, per parlare del suo momento attuale e di che cosa gli riserva il futuro

Le voci di mercato non mi infastidiscono, però finchè si gioca testa solo al campo, non spreco energie pensando al futuro. Buffon? C’è chi ha detto cose ben più pesanti nel nostro ambiente ma le sue parole sono sempre amplificate, anche perchè faceva comodo così ai vari media. E poi la frustazione per essere usciti ad un passo dall’impresa è enorme e io capisco a pieno lo stato d’animo di Gigi”.

Sulla Nazionale e il Genoa dice..

“Nazionale? E’ un obiettivo ma non un’ossessione. Quando Gigi smetterà, ci saranno almeno 6-7 portieri di buon livello a contendersi la sua eredità. Penso a Donnarumma, che avrà un grandissimo futuro davanti a sè, ma pure a Sportiello, Meret, Sirigu, Cragno, Consigli. Più c’è competitività più si alza il livello e questo può essere soltanto uno stimolo in più per me”.

Com’è il rapporto con Genova?: “Eccellente, Genova mi ha quasi adottato, sono arrivato a 15 anni. Le due sponde del tifo cittadino vanno d’accordo, molto di più che in altre città dove ci sono due squadre. Ho un ottimo rapporto con Viviano ad esempio, ci frequentiamo fuori dal campo, condividiamo la stessa cultura del vino. Qui poi è tutto fantastico dai tifosi al giocare in questo stadio. Quando entri al Ferraris ti senti veramente un calciatore: pazzesco. Ecco perché credo che questa squadra meriti di lottare stabilmente per qualcosa di più della salvezza“.