Arbitri anti italiani? Verratti e Balotelli lanciano l’accusa

| 07/11/2017 09:50

Mario Balotelli e Marco Verratti ce l’hanno con gli arbitri francesi. Come riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, non scorre buon sangue tra i fischietti transalpini ed i calciatori italiani.

Balotelli e Verratti contro gli arbitri francesi

Che sia Thual contro Balotelli o Bastien contro Verratti, la storia dei cartellini facili si ripete. Magari per un solo fallo o una parola di troppo. Come se il passaporto italiano fosse un aggravante in Ligue 1. Forse anche per questo, domenica, Balotelli è andato su tutte le furie dopo un’espulsione discutibile. Decisa guarda caso dallo stesso direttore di gara che l’aveva ingiustamente cacciato dal campo 13 mesi fa. Un rosso poi revocato dalla commissione disciplinare. Mentre Verratti non ha dubbi: “Gli arbitri ce l’hanno con me. Appena faccio fallo mi ammoniscono”.

Il rosso diretto di domenica di Balotelli ha comunque rilanciato il dibattito sulla qualità degli arbitri. Certo, l’entrata da dietro è evidente, ma non violenta e poteva bastare un giallo. Non per Thual che un anno fa punì una reazione inesistente di Balotelli a un fallo subito nei minuti di recupero contro il Lorient. Lo scontro tra i due si è ripetuto il 18 febbraio, al ritorno a Lorient. Gara da dimenticare per un nervoso Balotelli (5 falli), cacciato per aver mandato a quel paese l’arbitro.

Si arriva così a domenica con il rosso che fa dell’italiano l’attaccante più scorretto dei cinque principali campionati sulle ultime due stagioni. “Il fatto che sia coinvolto Thual – analizza William Humberset di NiceMatin —, fa riflettere. Certi arbitri sembrano volersi mettere in mostra punendo la star di turno. Magari non usciva il rosso se il fallo lo commetteva un anonimo francese”.

Il bilancio disciplinare in Ligue 1 di Balotelli in effetti indica, su 31 presenze, otto gialli e tre rossi, da nove arbitri differenti. Ma per l’ex c.t. della Francia, Raymond Domenech, opinionista per l’Equipe, il passaporto non c’entra: “Il problema è culturale. Gli italiani sono abituati a parlare con gli arbitri. Da noi non funziona così e dovrebbero adeguarsi. Poi, Verratti è snervante, contesta tutto e si è fatto una reputazione negativa”.


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