Cagliari, Pavoletti: “A Napoli si complimentavano ma restavo in panchina”

| 28/10/2017 08:00

Interessante intervista a Leonardo Pavoletti, attaccante del Cagliari che ai taccuini della Gazzetta dello Sport si è raccontato a trecentosessanta gradi. Dalla sua esperienza col Napoli alla rinascita in rossoblu.

Cagliari, l’intervista a Pavoletti

“Tre anni fa era tutto scritto: l’ok di Zeman, il Cagliari aveva bloccato il volo, aperitivo con gli amici di Livorno per salutarli prima del ritiro e poi tac, complicazioni col Sassuolo. Nazionale? La prima volta fu stupore e fatica. Chiamata di Conte per lo stage pre Europeo: me lo disse la Tv, Elisa mi abbraccia sul divano e io ho la faccia da ‘Toh, cosa mi è successo’.

La  parentesi a Napoli

“Tutti mi dicevano ‘Bravo Pavo’ e poi mi ritrovano in panchina. Vedo il Napoli e… no, non muoio (di invidia). Penso: che spettacolo. Zero rancori: ci abbiamo provato, magari ci si poteva provare un po’ di più ma per una volta non ho preso il treno giusto”.

Il presente, tra rossoblu e alimentazione

“Qui mi ci vedevo: mare, gente calorosa, principi di calcio giusti. E magari la possibilità di squarciare quel velo di mistero che circonda Gigi Riva, per chi lo vede da fuori: spero di conoscerlo come a Napoli ho conosciuto Careca e Maradona, chissà che non ci facciamo due chiacchiere. Ora mangio più di prima e meglio: sbagliavo colazione, arrivavo a tavola straaffamato, sentivo meno energie”.

 


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