Materazzi: “Nainggolan costava troppo poco per l’Inter, ho tifato Zidane a Cardiff”

| 30/09/2017 07:59

Ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport l’ex giocatore nerazzurro, Marco Materazzi. Ecco le dichiarazioni del difensore campione del mondo 2006:

Marco Materazzi, cosa ha detto finora il campionato? 

«Che Juve e Napoli sono le squadre più pronte e attrezzate. Anche perché hanno la stessa ossatura da anni».

Dietro chi c’è?
«La Roma e Di Francesco mi piacciono. L’intelligenza di una persona sta nel rimanere fedele alle proprie idee e cambiare se c’è da cambiare. Per fare un esempio, El Shaarawy all’inizio giocava poco o nulla, mentre nelle ultime gare è stato decisivo. Quando stai fuori non è mai bello, se però entri e cambi le partite vuol dire che chi ti gestisce ha saputo creare la giusta empatia».

Contano quasi di più quelli che giocano meno?
«Coccolare i titolari è facile. In tanti anni ho trovato solo un allenatore che non la vedeva come me. E la sua carriera parla da sola».

Eppure prima di perdere l’ultima il suo «amico» Benitez col Newcastle ne aveva vinte tre di fila…
«Vorrei vedere, dopo due anni che è lì!».

Il Milan dove lo mette?
«Per il mercato che ha fatto deve stare lassù per forza, però se guardi la classifica adesso è meglio che pensino a quelle vicine. Perché se le vere rivali sono già a 4-5 punti poi recuperare diventa dura. Le sfide contro Roma e Inter diranno il vero valore dei rossoneri».

Come vede Montella, che ha appena cacciato il proprio preparatore atletico?
«Ho fiducia in Vincenzo. A differenza di altri ci ha messo la faccia, senza farla passare per la decisione di un dirigente». 

Credeva che Bonucci avrebbe spostato di più gli equilibri?
«Nessuno, compreso Leo che pure stimo, sposta gli equilibri se non è nel contesto giusto. Gli unici che possono farlo, ma loro spostano il mondo, sono Messi e Cristiano Ronaldo. E a chi pensava che a Torino senza Leo avrebbe perso molto dico che la Juve è talmente collaudata che ormai va da sola».

Veniamo all’Inter.
«Ha 16 punti e non la sottovaluterei. Anche perché non fa le Coppe ed è forte fisicamente. Se riesci a vincere anche quando non giochi bene e hai uno stadio come San Siro che ti spinge, nulla ti è precluso».

Dopo la sosta inizieranno gli scontri diretti. Un bene o un male?
«Ben vengano le sfide con Milan e Napoli. Per come è costruita l’Inter, vedi a Roma, se ha spazio alle spalle degli avversari può farti molto male. La famosa “palla là” che piace a Spalletti è quella che un difensore soffre di più. Non a caso contro le piccole l’Inter ha avuto più problemi, perché la “palla là” (cioè lo spazio), non te la lasciano quasi mai».

Icardi è un killer, ma in alcune gare non la vede quasi mai…
«Eppure ogni stagione va in doppia cifra di gol. Meglio di lui in giro non ne vedo. Vero che nelle ultime ha un po’ sofferto, ma ci sono periodi così. E lui si esalta con la palla alle spalle dei difensori».

Il famoso trequartista alla Nainggolan in rosa non sembra esserci.
«Ovvio, di Nainggolan ce n’è uno al mondo. Tre anni fa era ancora raggiungibile. Tecnicamente e a livello pratico. Costava 10-12 milioni. Ma allora spese piccole non potevamo farne. Solo sopra i 30…».

Erick Thohir ha ammesso di essere preso da faccende indonesiane. Crede che abbia senso che rimanga presidente?
«Il mio presidente è uno solo: Massimo Moratti. Ma a Thohir va dato atto di avere migliorato una situazione di non ritorno a livello di bilancio. Ciò detto, l’importante è che chi lavora a Milano faccia le cose per bene. Perché se dopo 7 anni sei ancora fuori dalla Champions significa che in troppi hanno lavorato male. E non mi si parli di fairplay finanziario: i soldi, forse anche troppi, sono stati spesi. Male, però».

Curiosità finale, ma a Cardiff lei tifava per la Juve o il Real di Zidane?
«Zidane. La Juve proprio non potevo. Anche se l’avrei applaudita nel caso avesse meritato di vincere. A Zizou voglio bene, non ho nulla contro di lui. E ne approfitto per fargli i complimenti perché ha avuto l’intelligenza per toccare i tasti giusti e creare quell’empatia tra grandi campioni che è la chiave dei successi madridisti. Mi piace anche la sua famiglia, rimasta semplice e mai fuori posto».

Sfotte o fa i complimenti anche alla famosa sorella causa della testata nel 2006?
«Sono serissimo. Ormai siamo diventati grandi, non avrei problemi a fare pace con Zizou. Non ci siamo mai sentiti, non sto a inseguirlo ma se capita l’occasione sono pronto. Poi andrebbe chiesto anche a lui…».


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