Italia, Cannavaro: “Niente da invidiare alla Spagna. Juve ancora avanti in campionato”

| 30/08/2017 15:10

Italia, le parole di Fabio Cannavaro

Italia, contro la Spagna è una sfida quasi da dentro-fuori, e per dare una marcia in più agli azzurri è intervenuto anche l’ex bandiera Fabio Cannavaro. Ecco le sue parole al quotidiano La Stampa di Torino.

«Il Bernabeu fa paura? Sì, ma solo se ci entri, con la paura. E se è così, il più delle volte hai perso ancor prima di giocare. È uno stadio fantastico, dove i grandi si esaltano, e che sa rendere onore ai campioni: se non hai timori, te la giochi. Il pubblico lì è esigente, è abituato al bel calcio. E lo pretende. Quando non lo vede, fischia: che tu abbia la maglia del Real Madrid o del Barcellona, non fa alcuna differenza».
«Se questa Italia può giocarsela? Certo, facendo le nostre cose e usando le nostre armi che si chiamano Belotti Immobile Insigne. Quest’ultimo ha sempre avuto talento ed è migliorato, ma questo lo dovrà dire il campo: la Champions e il campionato. I grandi giocatori sono quelli che fanno 40-50 partite d’alto livello: aspettiamo e alla fine tiriamo le somme».
«Cos’ha la Spagna in più all’Italia? Niente, dico davvero. Anche loro sono di fronte a un cambio generazionale. Ma sabato partiamo alla pari, cinquanta e cinquanta. La Spagna ha avuto una generazione di giocatori fantastici, con cui ha vinto tutto, ma se guardo agli ultimi cento anni e vedo l’Italia, dico che sono loro quelli che devono inseguire. Se devo scegliere una stella dico Asensio: uno fuori dall’ordinario». 
«Mercato? Ormai, dopo Neymar, è saltato il banco. Ma non è uno scandalo perché ogni epoca ha avuto i suoi prezzi: penso al trasferimento di Vieri, a quello di Buffon. Il fatto è che adesso non ce li possiamo più permettere noi e allora non ci va bene».
«Il caso Bonucci? Esser chiamati così succede quasi solo in Italia e che lui deve infischiarsene e continuare a fare quello che fa, cioè giocare bene: specialmente con l’Italia».
«Scudetto? A  me il giochino del pronostico non piace tanto. Per il Napoli non è è questione di “cazzimma”: bisogna saper vincere, appunto, anche le brutte partite, e ci vogliono i giocatori giusti. Vedremo. Di certo la Juve non s’è indebolita ed è abituata a vincere: non è poco. E poi il Napoli non deve dimenticare che stanno tornando le milanesi».

 


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