Napoli, De Laurentiis: “Ho sempre pensato a vincere, contento che Sarri abbia sperimentato Ounas”

| 16/07/2017 17:40

Intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni direttamente dal ritiro di Dimaro.

Le parole di Aurelio De Laurentiis:

“Oggi c’erano tantissimi tifosi, c’è un grande entusiasmo perché la squadra è la stessa che gioca molto bene con integrazioni di chi ha giocato bene. In più ieri sera ero felice di vedere come il francesino era uno che mordeva la porta, si è inserito molto bene. Mi fa piacere che Sarri lo abbiamo subito messo in campo, vedo un altro uomo, sereno, molto tranquillo, sicuro di sé, della squadra, non è assolutamente preoccupato che gli altri si stiano rinforzando, anzi a me fa piacere. Noi dovremmo assolutamente arrivare con Tavecchio a ridurre le squadre a sedici come era negli anni ottanta, magari riservare soltanto ad un club la retrocessione, così da riformulare una Serie B più forte. Abbiamo bisogno di giocatori che provengano non solo dal vivaio ma anche da serie inferiori. 

Napoli come famiglia? E’ sempre stato il mio modello, anche nel cinema, e forse ci sto riuscendo anche calcisticamente e questa sarà una grande vittoria dato che il calcio è una cosa fondamentale e noi dobbiamo assolutamente – e non parlo per i napoletani juventini ma quelli doc – dare qualcosa in più. Dobbiamo essere come in un abbraccio, come il golfo di Napoli. Sapete perché è bello? Si vede Capri e Ischia, il cerchio si completa e l’orizzonte del mare ti sfugge e ti porta nel nulla. Siamo una realtà circoscritta e in quest’abbraccio serve una bandiera per vincere anche in altri settori. Napoli deve essere protagonista come città in Italia, Europa e nel Mondo”.

Sullo scudetto:

“In passato si diceva di non pronunciare questa parola perché se non l’avessimo vinto avrebbero detto che l’avremmo voluto vincere: ma è normale! Ho sempre pensato a vincere, anche a scuola. Mi ricordo ci mettevano primo, secondo, terzo della classe con una medaglia d’oro, d’argento o di bronzo. La meritocrazia ci contraddistingue come desiderio. Se poi vogliamo appiattirci perché la mediocrità regna sovrana, allora sentiamoci pure tutti uguali, ma senza medaglia non si va da nessuna parte”. 

Sul gol di Chiriches:

“Bellissimo quel gol, una pennellata, siamo rimasti tutti stupiti anche perché quel portierino era pure alto. Devo dire che il Trento mi ha impressionato, giocava ardimentosamente, non era così scontato dominare, all’inizio abbiamo faticato a fargli gol. Sono belle queste formazioni sperimentali, così vediamo chi è piu forte nel primo e nel secondo tempo, mi piace molto. Bravo Sarri”. 


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