ESCLUSIVA CM24 – Aruta si racconta, dal Cervia di Graziani a “Uomini e donne”

| 08/07/2017 22:50

Salito alla ribalta grazie al reality show “Campioni”, Sossio Aruta è in primis un attaccante professionista. Con quasi 400 gol all’attivo tra professionisti e dilettanti, negli ultimi anni è riapparso sul piccolo schermo grazie a “Uomini e donne”. In un’intervista esclusiva a Calciomercato24, il Re Leone si è raccontato a trecentosessanta gradi.

Aruta al Cervia

“E’ stata sicuramente una vetrina importante. Un’esperienza bellissima, ha dato visibilità a tutti. Il ricordo più bello che porto di Cervia è legato al fatto che ho avuto la possibilità di incontrare quella che oggi è la mia ex moglie e quindi di diventare papà. Dopo il reality sono rimasto lì per altri dieci anni dove sono nati i miei figli Ciro e Diego. Sembravamo una squadra di Serie A per seguito ed organizzazione, è stato bello potersi confrontare in quest’esperienza. Graziani mi rendeva la vita difficile, conoscendo il mio carattere venivo penalizzato. Col tempo è uscito fuori il leone che è in me e ho cominciato a graffiare. Così la gente si è schierata dalla mia parte  e a suon di prestazioni diventai un titolare inamovibile. Con Graziani ci sono stati momenti duri, poi capii che si trattava di un gioco. Io cercavo solo di tutelare il mio lavoro”.

Non sol calcio, ma anche tanta vita privata

“Abbiamo vissuto una vita privata fuori dalle regole. Nella posta che ci arrivava c’erano tante lettere con proposte indecenti, c’erano foto, completi intimi, numeri di telefono. C’era solo l’imbarazzo della scelta, eravamo diventati dei divi della televisione”.

La promozione del Benevento in Serie A

“Benevento è stata una delle squadre più importanti in cui ho giocato. Mi è rimasta nel cuore, c’è sempre stato un legame d’amore con i tifosi. Sono strafelice, meritano la gioia di giocare in Serie A”.

Il ritiro è un pensiero lontano

“Sto inseguendo due record. Il primo è quello di 400 gol in carriera, me ne mancano trentadue. Poi voglio battere il record di Kazuyoshi Miura, arrivato a giocare a cinquant’anni. Io ne ho quarantasette e se il fisico continuerà ad aiutarmi ci proverò. Credo di rappresentare il calcio, ovvero la passione di un bambino che da quarant’anni dà calci ad un pallone”.

La parentesi a “Uomini e Donne”

“Dopo ‘Campioni’, come tutti i reality, la fama è scemata. Se sei di passaggio nel mondo della televisione finisci nel dimenticatoio. ‘Uomini e donne’ ha riportato il mio nome alla ribalta, suscitando un interesse di gran parte femminile”. 

E’ in arrivo il libro “Yo soy un pajaro”

“Era un mio sogno nel cassetto anche se impostato su un altro discorso. Purtroppo dopo l’allontanamento dai miei bambini ho deciso di scrivere questo libro per loro. Ancora oggi vivo una situazione difficile ed il titolo racchiude tutta la mia storia. Sossio calciatore, Sossio uomo dello spettacolo e anche con il dramma che sto vivendo. Qualcuno prova a spezzarmi le ali, ma io voglio volare sempre più in alto. Sto attraversando un dramma comune a molti padri che si ritrovano ad avere a che fare con donne molto cattive. Devo ringraziare la scrittrice Tina Marasca e Graus Editore che mi ha dato fiducia. Da settembre non ci saranno segreti, ho raccontato tutto”. 

A cura di Paolo Siotto


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