Serie A 2016/17, le pagelle squadra per squadra di CM24

| 30/05/2017 22:00

Domenica è calato il sipario sulla stagione 2016/2017 della Serie A. Un campionato che ha decretato i suoi ultimi verdetti all’ultimo secondo: dalla Roma al secondo posto, al Crotone che ha conquistato la salvezza. Archiviata la stagione è tempo di bilanci e di voti: di seguito il “pagellone” squadra per squadra redatto dalla redazione di Calciomercato24.com.

ATALANTA 9

L’annata migliore della storia del club in Serie A. 72 punti, 4 posto e 21 vittorie. Una squadra forte, giovane, agguerrita e spensierata capace di reagire dopo le 4 sconfitte nelle prime 5 giornate. I ragazzacci di Gasperini hanno saputo rimboccarsi le maniche e ottenere 9 risultati utili di fila all’andata e 11 al ritorno, ottenendo il record di punti della storia del club. Tanto merito alla squadra bergamasca per aver fatto inginocchiare anche le grandi: 6 punti con il Napoli, 4 con la Roma, 3 con l’Inter, 2 con il Milan e 1 con la Juventus. Merito alla società e a Gasperini che hanno puntato su tantissimi giovani e hanno conquistato una meritata Europa League. l’unica nota negativa è averli venduti tutti (o quasi): Caldara e Spinazzola resteranno il prossimo anno ancora all’Atalanta e poi andranno alla Juventus, Gagliardini è passato a gennaio all’Inter, Kessié in questi giorni firmerà con il Milan ed infine Conti che può partire da un momento all’altro, come lo stesso Petagna. Ora toccherà rinvestire quei soldi e provare a restare tra le grandi.

TOP – Gomez: senza ombra di dubbio è il Papu che ha dalla sua parte numeri incredibili: 16 gol e 12 assist a ritmo di Papu Dance. Mai l’argentino è riuscito a fare meglio in carriera. In più è stato il vero simbolo di questa Atalanta dentro e fuori dal campo.

FLOP – Paloschi: stagione da dimenticare per l’ex attaccante del Chievo: 0 reti e quasi mai utilizzato da Gasperini. Da quando ha lasciato Verona ha messo a segno 2 reti in 18 mesi.

(a cura di Giuseppe Foria)

BOLOGNA 5,5

Vorrei, ma non posso. Il rossoblu ha lasciato spazio al grigio nell’annata bolognese: la crescita del progetto ha risentito della partenza di alcuni pezzi pregiati (Diawara) e del rendimento altalenante di chi invece doveva fare la differenza (Krejci). Un punto in meno rispetto all’anno scorso, una posizione in meno, un bomber in più: Blerim Dzemaili è lo specchio di questo Bologna. Nostalgicamente redivivo, è stato lasciato partire a stagione non ancora finita, nonostante fosse l’uomo in più. Donadoni è un tecnico che può gestire ampiamente una piazza come quella felsinea, ma quest’anno ha pesato anche il suo contributo: rispetto al recente passato, il modulo adoperato è stato quasi sempre lo stesso (4-3-3) e gli avversari gli hanno quasi tutti preso le misure. Per il futuro prossimo sembra profilarsi l’idea di un 4-2-3-1: farebbe sicuramente la fortuna dei gioielli Verdi e Di Francesco, ma servirà una maggiore concertazione tra area tecnica e mister in sede di mercato.

TOPDzemaili: il centrocampista svizzero ha saputo portare fuori la squadra dalle sabbie mobili della zona salvezza con un certo anticipo. Esperienza e rinnovata capacità di attaccare lo spazio gli hanno fruttato 8 gol, il titolo di migliore dei suoi ed un biglietto per Montreal.

FLOPDonsah: Doveva essere la stagione della consacrazione per il centrocampista ghanese, ma è finito per guardare spesso le partite dalla panchina. Eppure, parliamo del secondo acquisto più caro dell’era Saputo: ha fatto vedere cose eccellenti nelle 2 stagioni precedenti ed il Bologna non può che recuperarlo: il mercato non promette faville al momento.
(a cura di Vincenzo Credendino)

CAGLIARI 6

I sardi, da neopromossi, hanno portato a termine il compito senza colpo ferire: salvezza centrata con netto anticipo giocando, soprattutto tra le mura amiche, un calcio a tratti molto piacevole. Tra le note liete del gioco di Rastelli c’è sicuramente la fase offensiva. Ben 55 i gol segnati che hanno permesso ai rossoblu di togliersi diverse soddisfazioni nel cammino stagionale (basti pensare alla vittoria di San Siro contro l’Inter). In vista del prossimo anno, dove l’obiettivo sarà inverosimilmente migliorare l’undicesimo posto, c’è invece da lavorare nella metà campo difensiva: troppe le 76 reti subite (record negativo per i sardi) per sperare di ambire a qualcosa di più.

TOPBorriello: Stagione da assoluto protagonista per il bomber napoletano. Arrivato ad agosto inoltrato ha trascinato i sardi a suon di gol (ben 16 in campionato, 20 stagionali) risultando decisivo nella fase calda della zona salvezza.

FLOP – Bruno Alves: Il voto andrebbe diviso con tutti i compagni di reparto ma prendiamo il nome del centrale portoghese perchè quello con più esperienza e carisma.

(a cura di Riccardo Catapano)

CHIEVO VERONA 5.5

I clivensi si salvano ma il loro marchio di fabbrica sbiadisce. Una stagione tranquilla, come oramai accade sempre al Chievo Verona. I pandorini restano costanti per tutta la stagione, guadagnandosi la salvezza in scioltezza. Eppure qualcosa nella formazione di Rolando Maran non ha funzionato alla perfezione. Malgrado i Clivensi abbiano migliorato la loro manovra offensiva, ora la rocciosa difesa che vantano da anni ha imbarcato acqua. Dopo i 41 gol subiti nel 14-15, i gialloblu ne hanno subiti 45 e quest’anno addirittura 61. La cessione di Bizzari deve aver pesato, ma anche la linea non ha giocato come al solito. Tantissimi infortuni, le continue sanzioni disciplinari e il tempo che passa. I clivensi hanno un’età media di 31.3 anni per giocatore, la più alta in Europa. E se l’esperienza è importante, è anche vero che molti difensori di quest’anno sembravano più adatti ad un campionato come la MLS. Lo conferma il fatto che il reparto più giovane, l’attacco, è quello che funziona meglio. Nel finale di stagione, in particolare, Roberto Inglese ha davvero mostrato di poter prendere le redini del reparto offensivo, con i suoi 12 gol, che lo eleggono capocannoniere della squadra. Per la prossima stagione sarà necessario svecchiare la squadra, puntando su profili intermedi, che assicurino anni di servizio e la giusta esperienza per continuare questa avventura.

TOPBirsa: centrocampista, esterno, trequartista, punta. Lo sloveno ha fatto tutto ciò che Maran gli chiedeva per aiutare la squadra, con pochissime sbavature. La sua pericolosità è la vera arma in più del Chievo.

FLOP – Cesar: era partito da capitano e poi è sceso sempre di più nelle gerarchie della squadra, anche a causa degli infortuni. Quando ha giocato era irriconoscibile, l’ombra del centrale dell’anno scorso.

(a cura di Nino Anacleria)

CROTONE 7

Solo nove i punti conquistati nel girone d’andata. Un bottino che faceva pensare ad una retrocessione certa. Da aprile in poi la rinascita targata Nicola, confermato con successo dalla società. Nelle ultime nove giornate una sola sconfitta (in casa della Juventus), due pareggi e ben sei vittorie, l’ultima allo “Scida” contro la Lazio che è valsa la storica salvezza in Serie A. Ora i pitagorici possono ripartire da un tecnico motivato e da un gruppo voglioso di crescere da integrare con elementi di spessore ed esperienza.

TOPFalcinelli: chiude la stagione con un saldo di tredici pesantissimi gol consacrandosi anche in massima serie.

FLOPPalladino: doveva essere l’arma in più degli squali ed invece ha inciso poco per poi abbandonare la nave nel mercato invernale.

(a cura di Paolo Siotto)

EMPOLI 3,5

La squadra di Martusciello retrocede in Serie B all’ultima giornata di campionato. Un bilancio disastroso per i toscani. Troppo poco scaltri nel considerarsi già salvi a cinque giornate dalla fine. Il Crotone fa il miracolo e si aggiudica una salvezza inaspettata. Incapace di reagire e con il peggior attacco della Serie A, la rosa ha pagato il graduale arrendersi dinanzi alle avversarie. Complice anche una sessione invernale di mercato, hanno non poco pesato le partenze di Gilardino, Maiello e Saponara. L’arrivo di El Kaddorui ha smosso un po’ gli animi del reparto offensivo della squadra ma a ben poco è servito. Troppo pochi i 32 punti finali in classifica generale. Per la permanenza in Serie A serve ben altro. L’obiettivo, ora, sarà riprendersi la serie maggiore.

TOPPasqual: professionista esemplare, mai una parola fuori posto. La sua annata è stata al di sopra delle aspettative e del rendimento della squadra.

FLOPMaccarone: avrebbe dovuto trainarsi la squadra nel momento di maggiore difficoltà. Ha fallito mettendo a segno solo 6 gol.

(a cura di Simone Guadagno)

FIORENTINA 4,5

Stagione da dimenticare per la Viola che, complice un mercato non all’altezza e un Paulo Sousa a “mezzo servizio”, si è resa protagonista di una stagione in chiaro scuro culminata con l’ottavo piazzamento in classifica. Male Tatarusanu, il portiere rumeno non si è confermato sui livelli dello scorso anno. L’acquisto di Sportiello a gennaio non ha cambiato le gerarchie tra i pali, che sono rimaste invariate anche dopo l’acquisto del giovane talento polacco Dragowski, relegato al ruolo di terzo portiere. Difesa completamente da rivedere. Unico a salvarsi Davide Astori che, nonostante la stagione non esaltante dei suoi colleghi di reparto, risulta quasi sempre tra i migliori. Da rivedere Gonzalo Rodigurez: il centrale ex Villareal, in scadenza di contratto, non ha saputo confermarsi sui livelli degli ultimi anni e lascerà Firenze nella prossima finestra di mercato. Difesa a 3 o a 4 non cambia la sostanza, la retroguardia di Paulo Sousa è sembrata molto vulnerabile soprattutto sulle corsie. Olivera da una parte e Tomovic dall’altra, hanno messo in mostra tutti i loro limiti. A nulla è servito l’arretramento del colombiano Sanchez schierato in difesa dal tecnico portoghese nella seconda parte di stagione. Centrocampo scarico. Borja Valero, Vecino e Badelj: sulla carta un centrocampo di qualità che, tuttavia, non ha saputo dare il giusto equilibrio alla squadra. Lo spagnolo, dopo i rumors di mercato estivi, è stato autore di una stagione sottotono. Male anche Vecino, penalizzato nella prima parte di campionato da un fastidioso infortunio, ha saputo farsi trovare pronto solo nel finale di stagione. Solo sufficiente la stagione del croato Badelj, altro calciatore distratto dai problemi con la dirigenza dei Della Valle. Unico reparto a salvarsi l’attacco. Premiato il coraggio di Paulo Sousa che ha saputo far esplodere definitivamente il talento di Federico Bernardeschi e Federico Chiesa. I due esterni sono stati autori di una stagione ben al di là delle aspettative. Solo sufficiente, invece, la stagione di Nikola Kalinic che, forse distratto dall’offerta proveniente dalla Cina, si è spento nella seconda parte di stagione. Ottimo, inoltre, anche il campionato di Babacar. L’attaccante italiano, con 9 reti in campionato, ha dimostrato di poter raccogliere l’eredità del croato che potrebbe lasciare Firenze al termine della stagione. Male anche Ilicic.

TOP– Federico Chiesa: L’esterno Viola è l’autentica rivelazione della stagione.

FLOPIlicic: Il trequartista sloveno non ha saputo confermare le aspettative.

(a cura di Antonio Lauro)

GENOA 4,5

Stagione altamente insufficiente per la compagine ligure, risucchiata nella seconda metà di campionato fino ad un passo dalla retrocessione. La scriteriata gestione societaria (vedi le cessioni a gennaio dei vari Rincon, Pavoletti e Ocampos) ha rischiato di far sprofondare i rossoblu nel baratro della Serie B nonostante un girone d’andata di ottimo livello (basti pensare che il Grifone aveva persino battuto la Juve per 3-1 a Marassi). La provvidenziale decisione di riprendere Juric, al posto di un disastroso Mandorlini, è riuscita a salvare il salvabile ma l’anno prossimo servirà decisamente altro…

TOPSimeone: Debuttare a 21 anni in Europa ed in Serie A, segnando la bellezza di 12 gol è davvero tanta roba. Una delle pochissime note liete della stagione rossoblu nonostante il blackout nella seconda parte di stagione: Preziosi ripartirà da lui o cederà alle prime sirene di mercato?

FLOPPreziosi: Chiariamoci. Le colpe per la stagione disastrosa vanno sicuramente ripartite tra dirigenza, calciatori e staff tecnico ma se bisogna trovare un “peggiore” questo è sicuramente il numero uno rossoblu. L’ennesima scelta di smantellare la squadra a gennaio questa volta poteva costare cara, così come la decisione di salutare Juric per affidarsi a Mandorlini. Alla fine la salvezza è arrivata lo stesso ma servirà tutt’altra stabilità per riportare il Grifone nelle zone che merita.

(a cura di Riccardo Catapano)

INTER 4

Una stagione ampiamente insufficiente ha condizionato i piani iniziali della società. Lo ha detto Icardi e lo ribadiamo noi: è chiaro che l’addio improvviso di Mancini abbia creato una spaccatura non indifferente nell’organico, ma ciò non può giustificare un fallimento del genere. L’obiettivo iniziale chiaro a tutti era quello di un terzo posto che, già nel mese di marzo, era palese fosse sfumato. Nel post Mancini, la società ha concretizzato un’altra idea che poi si è rivelata disastrosa: affidare la panchina a De Boer. Sia chiaro, nessuno mette in dubbio le capacità del tecnico olandese, ma perché affidare l’incarico ad un allenatore che del campionato italiano sa poco e niente? La scelta di Pioli dopo l’esonero dell’olandese è stata l’ultima spiaggia e, seppur iniziando bene, l’ex allenatore del Bologna non ha saputo motivare la squadra fino alla fine. In questo caso però, la colpa non è stata solo dell’allenatore, bensì di una squadra demotivata salvata spesso e volentieri da Handanovic. L’estremo difensore neroazzurro ha salvato molte volte l’Inter e per questo si merita il premio di miglior giocatore della stagione interista. Insufficienza piena quindi per l’Inter che non raggiunge nemmeno la qualificazione all’Europa League. Nella prossima stagione servirà un bel restyling e tanta voglia di ritornare ai vertici della classifica. Quest’anno, come i precedenti, non è stato da Inter.

TOPHandanovic: nella disastrosa stagione dei nerazzurri si dimostra uno dei migliori portieri del mondo con prestazione eccezionali.

FLOPKondogbia: in scia alla sua prima stagione a Milano si dimostra un vero e proprio flop, il simbolo di un’altra annata da dimenticare.

(a cura di Gianluca Miranda)

JUVENTUS 10 (in attesa della lode)

La Juventus non si stanca mai di vincere. Ancora 91 punti, 6 scudetto e terza coppa italia di fila. Mai nessuno in Italia è riuscita a fare quello che ha fatto il club del presidente Agnelli. Una squadra che nonostante essere arrivata fino alla finale di Champions League è riuscita a tenere alle spalle due grandi come Roma e Napoli, senza dar mai speranza di poter lottare per lo scudetto. Una finale di Coppa Italia chiusa già nel primo tempo e una Champions League da urlo: solo 3 gol subiti in tutta la competizione e un 3-0 (tra andata e ritorno) rifilato al grande Barcellona ai quarti di finale. Sempre più impressionante il fattore Stadium: 18 vittorie e un pareggio in 19 gare. Allegri è riuscot a tirar fuori ancora una volta il massimo dalla sua squadra che si è dimostrata insaziabile. Il voto è un pieno 10 che attende solo la lode che può arrivare nell’esame più importante della stagione, la finale di Champions League di Cardiff.

TOP – Mandzukic: Il croato da punta si è adattato alle richieste di mister Allegri. Devastante nel ruolo di esterno d’attacco nel 4-2-3-1, non ha mai mollato su nessun pallone ed era sempre il primo a tornare per dare una mano alla difesa. Un vero guerriero capace di contribuire anche in fase d’attacco con 10 gol e 8 assist stagionali.

FLOP – Zaza: L’attaccante che segnò nello scontro scudetto contro il Napoli lo scorso anno è stato scaricato in estate. Prima West Ham e poi Valencia a gennaio. L’azzurro è stato riscattato dal club spagnolo e quasi sicuramente non tornerà mai più ad indossare la maglia bianconera.

(a cura di Giuseppe Foria)

LAZIO 7

La stagione dei biancocelesti è andata ben oltre le aspettative. Era iniziata con Bielsa che rifiutava all’ultimo secondo e con un Inzaghi (verso la Salernitana) trovatosi su questa panchina quasi per caso, in bilico ancor prima di iniziare. Un team propositivo, sempre frizzante ed anche più concreto di quello dello scorso finale di stagione. Il giusto mix di calciatori giovani ed esperti, capaci di portare questi colori di nuovo in Europa. Inoltre parecchie soddisfazioni tolte come la vittoria nel derby con la Roma per 3-1. Era forse troppo aspettarsi la Champions League da questa squadra che forse a tratti poteva anche meritarla. Però c’è ancora poca maturità rispetto al Napoli e ai cugini giallorossi. Quarta posizione soffiata all’ultima giornata da un’Atalanta sempre sul pezzo, forse anche causa depressione post finale di Coppa Italia persa. Dal punto di vista tecnico si può crescere ancora molto, ma il primo passo è quello di “non vendere i migliori” come ha detto Simone Inzaghi. Qualche top player e poi si che la Lazio lotterà alla pari con Milan, Inter e magari anche Roma e Napoli.

TOPBiglia: Il capitano di questa squadra. L’unico davvero costante in tutto il campionato biancoceleste. Capace di fornire assist, andare sul dischetto quando scottava (come contro il Milan) e prendere sulle spalle i più giovani.

FLOPMarchetti: Il numero uno della Lazio, ha reso molto meno di quello che ci si aspettava da lui. Certo gli infortuni non lo hanno aiutato, ma sembra ormai che non sia più quello di una volta.

(a cura di Antonio Giordano)

MILAN 7 

Una stagione di transazione, dal Made in Italy a quello in China. Dopo 31 anni di presidenza rossonera di Berlusconi, il Milan ora è nelle mani di Yonghong Li. Tutto questo avvenuto ufficialmente il 13 aprile, nel mezzo di una stagione tutto sommato più che positiva. La squadra di Montella è riuscita a conquistare una qualificazione ai preliminari di Europa League, alla penultima giornata di campionato. Da non dimenticare anche la Supercoppa italiana vinta a dicembre battendo la Juventus ai calci di rigori.

TOP – Donnarumma: l’anno scorso è stata una sopresa, quest’anno si è affermato. Gioventù ed esperienza al servizio del Milan. E’ stato il migliore dei rossoneri, salvando la porta rossonera.

FLOP – Bacca: sono mancati i suoi gol al Milan per puntare alla qualificazione diretta in Europa League o qualcosa in più. Il colombiano, soprattutto nella seconda parte di stagione, ha deluso le aspettative.

(a cura di Simone Scala)

NAPOLI 7,5

Nessuna coppa alzata al cielo, ma un gioco che ha fatto stropicciare gli occhi a tutti gli appassionati di questo sport, in Italia e all’estero. Sappiamo che l’artefice di questo capolavoro ha un nome e un cognome: Maurizio Sarri. Speriamo che proprio al “maestro” non dia fastidio questo voto, lui che i voti non li ha mai graditi come più volte ribadito: “Nemmeno a scuola mi piacevano”. In tal senso, siamo d’accordo con lei mister, limitare la stagione del Napoli ad un effimero numero sarebbe troppo riduttivo, anche perchè sono tanti i numeri e i record che questa squadra ha collezionato. Valutazione che poteva essere decisamente più rotonda se fosse arrivato il secondo posto, sfumato solo negli ultimi minuti di questo appassionante campionato. Una stagione importante quella degli azzurri e sulla quale nessuno avrebbe scommesso un euro dopo l’addio del fuoriclasse, oggi “core ‘ngrato”, Higuain. Solo il primo grandissimo scoglio che i partenopei hanno dovuto superare, si perchè quando si scopre che Milik è il nuovo goleador ed idolo del San Paolo ecco quel crack in Nazionale che fa tremare anche il più ottimista dei tifosi. La grande occasione per Gabbiadini che, però, delude incredibilmente inanellando disastrose prestazioni ed una preoccupazione che incombe: è solo ottobre ed il mercato di riparazione è troppo lontano. Ecco il colpo da vero maestro con Dries Mertens prima punta: mai scommessa fu più indovinata. Il belga mostra doti che fanno dimenticare anche il Pipita, lottando fino all’ultimo secondo con Dzeko per la classifica cannonieri. Mertens insieme ad Insigne, che ha probabilmente raggiunto la piena maturazione, e l’instancabile Callejon mettono a segno giocate da urlo e ben 60 reti in Serie A. L’attacco dei “piccoletti” è solo il terminale di una vera e propria orchestra che è cresciuta nel girone di ritorno, dal quale gli azzurri dovranno ripartire per smettere di sognare e puntare in alto. I segnali dallo spogliatoio e dalla società, che non dovrebbe lasciar partire nessuno dei big, fanno sognare anche il più razionale dei tifosi.

TOPMertens: è tanto scontato quanto inevitabile. Un calciatore che ha sempre mostrato qualità tecniche incredibili che si trasforma anche in un bomber di razza, con un peso sulle spalle da 90, non può che essere definito il top. Il migliore forse non solo del Napoli, ma dell’intero campionato di Serie A.

FLOPMaksimovic/Gabbiadini: un triste ex aequo in una rosa tutta da premiare ed elogiare. Stesso triste destino per entrambi che potremmo sintetizzare in tre tappe: grandi aspettative, la grande chance e la grande delusione.

(a cura di Mirko Matteoni)

PALERMO 3,5

Palermo, Nestorovski: "Il mio futuro è qui. Chiedo scusa ai tifosi"

Dire che è stata una stagione negativa sarebbe un eufemismo. Questa annata è solamente la conseguenza della gestione disastrosa degli ultimi anni. Certamente esonerare un allenatore ogni 3 mesi non ha aiutato la squadra a trovare il giusto equilibrio e questo è fondamentale (vedi Nicola a Crotone). Per questo la maggior parte della colpa può solo ricadere sul maggior esponente di questa società, l’ex presidente Maurizio Zamparini. Una squadra spenta, che esprimeva a tratti una buona trama di gioco con De Zerbi, mandato poi subito via. Mai una linea continua sia nel modulo che nella testa dei giocatori, che non avevano idea di cosa fare. Probabilmente l’unica cosa positiva per i rosanero è l’avvento del nuovo presidente americano, Paul Baccaglini. Dunque retrocessione assolutamente meritata, sia dal punto di vista tecnico che da quello organizzativo. Una nota di merito però va alla partita di ieri, dove in una situazione di sconforto si poteva anche non resistere di fronte a 15 milioni di euro in più in caso di salvezza dell’Empoli.

TOPNestorovski: Senza dubbio il calciatore più importante di questa squadra. 11 reti in 37 presenze, in una squadra seria ne poteva fare molti di più, e alla prima stagione in Serie A non è niente male.
FLOPZamparini: Come già detto, l’artefice di questo disastro è soprattutto lui. Senza dubbio il peggiore dell’annata rosanero.
(a cura di Antonio Giordano)

 

PESCARA 3

Un fallimento totale contro ogni più disastrosa previsione. I numeri sono davvero impietosi per la squadra di Sebastiani che ha collezionato solo tre vittorie in campionato: una a tavolino e due arrivate quando ormai la retrocessione era già cosa fatta. Campionato iniziato con ben altri propositi ed un bel gioco mostrato sin da subito dagli uomini di Oddo, ma che ha solo illuso. L’esonero del tecnico che ha riportato la squadra in Serie A ed il ritorno di Zeman sulla panchina è stato un chiaro ed inspiegabile segnale della società: pensiamo già alla prossima stagione in Serie B. Una resa arrivata troppo presto con tanti giocatori di qualità che hanno deluso. E’ difficile anche trovare qualche nota positiva, anzi a peggiorare la situazione i gravissimi episodi intimidatori subiti dal patron Sebastiani. Insomma, per i tifosi del Delfino il campionato “è finalmente” finito.

TOPCaprari: anche se appare forzato poter parlare di un top. E’ stato forse uno dei pochi in grado di creare difficoltà agli avversari e mostrare, non sempre, il suo talento.

FLOPMemushaj: il capitano ed il simbolo del fallimento della squadra. Troppi i suoi errori nel corso della stagione anche su calcio di rigore, uno dei suoi marchi di fabbrica.

(a cura di Mirko Matteoni)

ROMA 7,5

La squadra di Spalletti ha passato tutto il campionato a preoccuparsi dei rumors di mercato intorno all’allenatore piuttosto che sul campo. Con il Napoli alle calcagna, però, i giallorossi sono stati bravi a centrare l’obiettivo “secondo posto” e la qualificazione diretta in Champions League. I continui battibecchi tra Totti e l’allenatore non hanno aiutato lo spogliatoio ed in alcune situazioni la rosa ne ha risentito. Trascinati, però, da Dzeko, capocannoniere stagionale con 29 gol in campionato, la squadra ha chiuso a -4 dalla Juventus. Con un pizzico di fortuna e forse qualche svista arbitrale, il Napoli può solo osservare inerme sfumare l’accesso alla coppa dalle grandi orecchie. Secondo miglior attacco in campionato e seconda miglior difesa, anche le statistiche rispecchiano la posizione finale in classifica generale. L’arrivo di Monchi ha portato una ventata di freschezza a Trigoria. Ma il nuovo diesse riuscirà a dare un tiro più internazionale alla società? Staremo a vedere. Intanto, ora c’è da risolvere il rinnovo contrattuale di De Rossi. Capitan Futuro prende il testimone del Pupone e diventa l’uomo simbolo della società. Nel frattempo Pallotta annuncia il nuovo stadio entro il 2020: è pronto a lasciare se ciò non accadesse. L’addio di Totti è da 10 in pagella; quello di Spalletti, invece, forse farà felice più di qualche tifoso.

TOPDzeko: il bosniaco segna e convince. Capocannoniere della Serie A, l’attaccante giallorosso si lascia alle spalle la pessima annata scorsa. I fantasmi del passato sono stati del tutto scacciati. Il numero 9 è un fiume in piena e nessuna difesa riesce a contenerlo. Ora testa alla Champions League.

FLOP – Bruno Peres: giunto nella capitale con grandi aspettative, l’ala giallorossa ha deluso. Con la media voto più bassa dei suoi, non ha ripagato neanche i fantallenatori.

(a cura di Simone Guadagno)

SAMPDORIA 6,5

Adesso occorre alzare l’asticella. La stagione della Sampdoria può essere sintetizzata in tre parole: “Coraggio”, “lungimiranza”, “abnegazione”. Tre parole che rappresentano in pieno l’allenatore Marco Giampaolo, capace al suo primo anno di stravolgere l’identità della squadra amorfa che l’anno scorso fu di Zenga prima e Montella poi. Suo il coraggio di aver investito dall’inizio su Torreira in mezzo al campo come di aver lanciato Schick quando era ancora un perfetto sconosciuto ai più. Sua anche la lungimiranza nel vedere in loro potenziali campioni; sua l’abnegazione di lavorare sui loro talenti e plasmarne tatticamente le potenzialità. Così come accaduto ad esempio per Bartosz Bereszynski, il cui valore di mercato è letteralmente raddoppiato nel giro di pochi mesi. Affinché tutto questo enorme patrimonio non vada disperso ora occorre uno sforzo da parte della società. Con Giampaolo si può iniziare un ciclo, ma senza la possibilità di trattenere i migliori almeno per un biennio ogni sforzo sarà vano.

TOP Schick: è lui la vera rivelazione del campionato. L’attaccante ceco ha dimostrato di poter essere già uno da top club, ma un altro anno a Genova potrebbe solo fargli bene.

FLOP Silvestre: ha avuto più problemi del previsto ad adattarsi al metodo difensivo di Giampaolo. Nonostante l’esperienza, spesso si è reso protagonista di episodi negativi.

(a cura di Armando Fico)

SASSUOLO 5,5

Cosa vuol diventare da grande? Possiamo dirlo chiaramente: dal Sassuolo quest’anno ci aspettavamo tutti qualcosa in più. Ovviamente, sulla stagione degli emiliani hanno pesato gli infortuni a ripetizione di Berardi, Duncan, Magnanelli, Defrel e Pellegrini, oltre che una sfibrante Europa League. Una stagione insomma che ha fatto venir fuori tutti i limiti di un progetto che è sì di prospettiva, ma che adesso è arrivato ad un punto di non ritorno. Ora che le partenze di Di Francesco e Berardi sembrano ormai inevitabili, occorre ripensare alle strategie societarie, partendo da quanto di buono visto sin qui e cercando di confermare in rosa i giovani talenti sbocciati e cresciuti grazie al lavoro del mister. Nel momento di difficoltà massimo (tra novembre e gennaio) la società avrebbe dovuto fare qualcosa di più, magari con qualche innesto per tamponare l’emorragia di infortuni che ha condizionato mentalmente e fisicamente la restante parte della stagione.

TOP Di Francesco: è il minimo che gli si possa riconoscere. E’ grazie a lui se la deriva in campionato è stata evitata. Ha tracciato la strada per i prossimi anni, ora starà a qualcun altro proseguire il suo lavoro.

FLOP Lirola: in linea con la stagione della sua squadra, non si distingue particolarmente ma si intravede tutto il suo potenziale. Troppi alti e bassi, ma a 19 anni, tutto sommato, glielo si può anche concedere.

(a cura di Armando Fico)

TORINO 6

Un inizio altalenante ma comunque positivo quello dei granata di Mihajlovic i quali hanno stazionato in zona Europa per poche giornate. Nei momenti migliori è mancato lo sprint decisivo per centrare la qualificazione alle coppe nonostante una serie di importanti individualità. Resta il rimpianto per una stagione non fallimentare ma di mera transizione, troppo poco per una piazza come quella granata.

TOPBelotti: ventotto i gol realizzati dal Gallo tra campionato e Coppa Italia. Una stagione da protagonista che lo lancia nel calcio che conta. Per Cairo sarà difficile trattenerlo, Mihajilovic spera di averlo a disposizione almeno per un’altra stagione.

FLOPIturbe: poco più di venti presenze, raramente partito dall’inizio. Ci si aspettava un riscatto dopo la deludente esperienza con la Roma ma l’ex Hellas Verona non è riuscito mai ad incidere come avrebbe dovuto e potuto.

(a cura di Paolo Siotto)

UDINESE 6

Il futuro di Zapata

Una stagione sufficiente con una salvezza tranquilla senza rincorse nelle ultime giornate. I bianconeri con Iachini sulla panchina hanno collezionato 4 sconfitte, 1 pareggio e 2 vittorie. Il 2 ottobre patron Pozzo decise di esonerare Iachini e scelse come successore Delneri. Quest’ultimo è stato capace di far esprimere un bel calcio alla propria squadra, facendo emergere le qualità di ogni calciatore.

TOPZapata: 38 presenze, 3295 minuti giocati e 10 reti. Duvan Zapata è stato il miglior giocatore dell’Udinese, i suoi gol hanno portato i bianconeri alla salvezza.

FLOP: Iachini: scelte sbagliate, non si è mai inserito bene nell’ambiente bianconero. Esonerato il 2 ottobre, dopo 7 partite. Da rivedere la sua esperienza all’Udinese, in quanto Delneri ha dimostrato di avere un gruppo di giovani con tante qualità tecniche.

(a cura di Simone Scala)


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