Luigi De Agostini ha il sangue che scorre nelle vene bianconero. Ha giocato con le maglie di Udinese e Juventus. Due squadre che in questo turno di campionato si affronteranno a viso aperto. Due club con molti affari in comune. Gli ultimi si chiamano Asamoah, Isla, Pereyra, Cuadrado. Tutti giocatori valorizzati da Francesco Guidolin e venduti a peso d’oro ai campioni d’Italia.

L’intervista a La Gazzetta dello Sport

De Agostini è intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Ecco quanto evidenziato da Calciomercato24: “Mio figlio in Lega Pro? Vedo più le sue partite dal vivo che quelle di Udinese e Juve. Ma alla Juve resto legato perché mi hanno inserito nel gruppo delle Leggende e mi invitano. Con l’Udinese ho lavorato solo sei mesi. Poi mi sono aperto una scuola calcio, ho splendidi rapporti con i tifosi”. Il suo giudizio su Delneri: “Abbiamo giocato insieme e vinto una Mitropa Cup nel 1980. La sua Udinese dovrà fare la partita dell’anno. Ma può giocarsela. Ha giovani interessanti come Samir, Jankto e Fofana. Ma ha perso un po’ di identità. Non sono contro gli stranieri, ma ci vuole un giusto mix come all’Atalanta con 3-4 stranieri che completano l’opera dei buoni giovani italiani. Gli stranieri possono essere d’aiuto per gli italiani, ma quelli forti. Io da Zico imparai tanto. La Juve ha la mentalità, sembra che ogni partita per loro sia decisiva, c’è spirito di appartenenza, quando arrivi lì capisci che tutto è diverso rispetto alla provincia. Il simbolo di oggi è Mandzukic, un lottatore, il più continuo. Poi mi piace il mancino Dybala e Alex Sandro, grande acquisto”.

 

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