Serie A, cosa ci lascia la sesta giornata: ogni club ha la propria dipendenza – FOCUS

| 02/11/2020 17:00

Questa sera si concluderà la sesta giornata di Serie A. Anche questa volte i club italiani ci hanno fatto divertire e ragionare, ci hanno portato nei più profondi abissi sulla questione che ogni anno, puntualente, ci poniamo: chi vincerà lo Scudetto?

Serie A, cosa ci lascia la sesta giornata

La Serie A si sta trasformando: ad oggi sono tantissimi i gol che vengono messi a segno di turno in turno. E anche la sesta giornata di Serie A non ci ha risparmiato gioie e dolori. Sono 33 le reti messe a segno sino ad oggi, con Verona-Benevento ad attenderci questa sera. E’ aumentato lo spettacolo, esattamente come è aumentato il pericolo di non giocare o avere rose decimate.

Ma cosa ci lascia la sesta giornata di Serie A? Per rispondere a questa domanda basta guardare cosa è successo durante questo turno di campionato. Cristiano Ronaldo e Immobile sono tornati a segnare dopo giorni di spavento causa Coronavirus. Ibrahimovic continua a segnare nonostante l’età avanzata e le doppie partite settimanali. L’Inter e il Napoli fanno a meno degli uomini migliori (Insigne e Lukaku, ndr.) e non portano a casa gare soddisfacenti.

Per rispondere al quesito, dunque, si può dire che la sesta giornata di Serie A ci lascia la consapevolezza che ogni club ha una sua dipendenza.

serie a milan

serie a milan (www.gettyimages.it)

Serie A, le dipendenze dagli attaccanti

Chi più di tutti ha dimostrato di essere dipendente da un calciatore sono certamente Juventus e Inter. I bianconeri, dopo un filotto di gare negative, sono tornate a contare su Cristiano Ronaldo. Il portoghese è sceso in campo contro lo Spezia sull’1-1 e ha vinto – praticamente da solo – la partita. “Cristiano is back”, ha detto al termine della gara e tutta la Juventus ha iniziato a sorridere, perché con lui in campo, e solo con lui, si vedono i risultati.

L’Inter di Antonio Conte, invece, senza Romelu Lukaku è sembrata inconsistente. Il belga è out per un problema muscolare e l’Inter si è persa. Lautaro Martinez e Ivan Perisic, il duo scelto da Conte contro il Parma, non hanno mai impensierito Gigi Sepe e i gialloblù. L’Inter si è persa durante la partita e ha rischiato di portare a casa 0 punti: la doppietta di Gervinho aveva messo in ginocchio i nerazzurri che poi hanno ripreso la gara per i capelli, come la solita “Pazza Inter”.

Il Napoli, allo stesso tempo, si è dimostrato dipendente da Lorenzo Insigne. Con il capitano in campo le cose sono molto diverse da quando lui non c’è. Nella scorsa giornata contro il Benevento è stato il migliore in campo e ha cambiato volto alla partita. Contro la Real Sociedad ha mostrato grandi qualità, rischiando di segnare due reti in pochi minuti e poi l’infortunio. Il ko lo ha tenuto fuori nella gara contro il Sassuolo in cui il Napoli ha creato tante occasioni offensive ma non ne ha sfruttata nessuna, perdendo la partita. Con e senza Insigne il Napoli è molto diverso: la dipendenza dal capitano è palese.

serie a napoli

serie a napoli (www.gettyimages.it)

Serie A, Sassuolo e Atalanta dipendono dal gioco

In Serie A c’è chi dipende dai calciatori e chi dal gioco espresso. Sassuolo, Atalanta e Milan hanno dimostrato di non dipendere da un calciatore in particolare ma dal tipo di gioco che riescono ad esprimere in partita. Quando il gruppo in campo si trova a meraviglia si vince anche quando i migliori sono assenti o non in forma. E’ il caso dell’Atalanta che ha vinto, anche faticando a Crotone, con Papu Gomez non in splendida forma ma con la forza del gruppo e del gioco.

Il Milan ha vinto con un’altra magia di Zlatan Ibrahimovic che, però, ha dato garanzie al gruppo che è riuscito a vincere anche senza di lui in campo. Lo spogliatoio rossonero è cambito, ora crede di poter arrivare ovunque. Il primo posto in classifica non è casuale e la squadra di Pioli sta dimostrando di dipendere solo ed esclusivamente dalle proprie trame di gioco.

Infine c’è il Sassuolo di Roberto De Zerbi, vera e propria scuola di calcio. Al San Paolo è andata in scena una partita tatticamente perfetta. L’assenza di Berardi, Caputo e Djuricic non si è affatto sentita. I neroverdi hanno messo in campo gli insegnamenti del tecnico e giocato esattamente nel modo con cui il Napoli è sempre andato in difficoltà. De Zerbi, come detto già alla vigilia della gara, ha dimostrato di essere dipendente dai suoi concetti di gioco e non dai calciatori.

A cura di Salvatore Amoroso

Atalanta

Atalanta (Getty Images)


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