Torino-Cagliari, Di Francesco: “I risultati portano autostima, felice dei ragazzi”

| 18/10/2020 17:29

Il Cagliari di Eusebio Di Francesco ha vinto la prima partita stagionale all’Olimpico Grande Torino contro il Toro di Marco Giampaolo.

Eusebio Di Francesco (Getty Images)

Torino-Cagliari, Di Francesco: “Felice per il lavoro che stiamo facendo”

Al termine del match dell’Olimpico, Eusebio Di Francesco, tecnico del Cagliari, ha rilasciato un’intervista a Sky Sport.

“Abbiamo portato Zappa sull’esterno per dare vantaggio numerico sulla fascia. Sono contento per quanto visto ma meno per le ripartenze che abbiamo subito. Sono felice per il lavoro che si nota che stiamo facendo”.

Sottil?E’ motivo di soddisfazione perché lui è arrivato con grande voglia di migliorarsi e di far bene. E’ molto determinato ma gli manca la fase realizzativa. Ci lavoreremo, con queste prestazioni arriveranno presto. Lo stesso vale per Zappa. Arriva dalla Serie B e sta crescendo tantissimo“.

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Torino-Cagliari, Di Francesco: “I risultati portano autostima. Nandez maestoso”

Ambizione?I risultati servono per dare autostima e far crescere il gruppo. A me è stato chiesto di crescere insieme e dare una mentalità alla squadra. Nella vita l’ambizione unita all’umiltà, può solo aiutare“.

Simeone?Sta giocando benissimo ma servirà tanto anche Pavoletti. Ha uno spirito impressionante, si allena a mille e dovrebbe partire da titolare solo per come si allena. Simeone mi piace perché è ordinato, lucido e sta migliorando anche sotto il profilo del gioco con i compagni“.

Nandez?Migliore in campo secondo me, per come ha interpretato la gara“.

(www.gettyimages.it)

Di Francesco sul “nuovo” Cagliari

Cabierà il modulo?Sto togliendo un po’ del mio per aiutare i ragazzi ad esprimersi al meglio. Il trequartista è Joao e sa giocare sia d’aiuto all’attaccante che a centrocampo. Sta facendo benissimo ma può fare ancora meglio“.

Che giorno è per te rispetto alla stagione scorsa?E’ un giorno felice perché arrivavo da tante sconfitte. Alla Sampdoria scelsi io di andare via, lasciando anche due anni di contratto perché ero al posto giusto nel momento sbagliato e l’ho fatto per il bene della società. Cagliari l’ho scelta perché è una grande piazza, è nato subito qualcosa con il Presidente. C’è senso di appartenenza e questo è fondamentale“.

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