Serie A, parla il vicedirettore Oms: “Covid? Il protocollo deve adeguarsi”

| 11/10/2020 09:45

La ‘Gazzetta dello Sport’ ha intervistato il vicedirettore dell’Oms, Ranieri Guerra. Ha parlato del Covid e dei rischi che corrono i calciatori.

(www.gettyimages.it)

Guerra: “Rischio per gli atleti è aumentato

Queste le sue dichiarazioni al quotidiano italiano: “I calciatori sono i primi a rischiare: escono di casa, si allenano, prendono aerei o pullman per trasferte, giocano, ritornano a casa dai loro familiari. Non sorprendiamoci che i contagi avvengano anche in questo modo. In Italia il virus si sta diffondendo sempre di più ed è ovvio che anche il calcio ne sia pagando le conseguenze. Come ci si infetta? Non siamo stati ancora in grado di trovare una risposta a tutto ciò. Si parlano di soggetti super infettanti, ma non abbiamo capito se questi esistono realmente. Posso citare un esempio: abbiamo notato che il Covid si è diffuso in una chiesa fra i coristi. Parliamoci chiaro: il calcio è uno sport di contatto, non esiste il distanziamento. Se i calciatori si sottopongono a tampone ogni 48 ore è solo perché è un modo di non infettare gli altri giocatori. Bisogna evitare questi focolai. Possibilità di contagio dopo un contatto a distanza ravvicinata di 15 secondi? Possono esserci numerose variabili. Se cammino per strada ed incrocio una persona infetta per cinque secondi non mi succede niente. Il problema è come ci si incontra“.

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Guerra specifica: “Isolamento e quarantena sono due cose diverse

Facciamo chiarezza: l’isolamento è una cosa, la quarantena ne è un’altra. Per quest’ultima riguarda i contatti stretti. E’ preferibile una durata di 14 giorni. L’Oms sta cercando di convincere il Governo italiano a ridurre il tutto a 10 giorni con il test del tampone. Per quanto riguarda i viaggi all’estero, tra coppe e nazionali credo che la Fifa debba attuare un protocollo comune. Purtroppo ogni nazione sta vivendo il virus in maniera diversa. Bolla come l’Nba? Non tutte le società italiane hanno strutture adatte per realizzare ciò“.

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Sul Derby: “Possibile focolaio? No comment

Derby di Milano e possibile focolaio? Non saprei cosa rispondere, anche perché non rientrerebbe nel mio lavoro. A decidere è l’autorita sanitaria locale. Aspettiamo proposte dalla Federcalcio, il calcio non è un mondo a parte. Fa parte della società. Protocollo? Deve essere aggiornato man mano in base ai numeri che cambiano“.

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