Serie A, si studia un nuovo protocollo da attuare. I dettagli

| 11/10/2020 11:00

Nei prossimi giorni potrebbero esserci delle importanti novità per quanto riguarda il nuovo protocollo per la Serie A.

juventus-napoli

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“Nuovo” protocollo come la Uefa

Venerdì scorso i medici della Serie A si sono riuniti insieme al presidente della Fmsi, Maurizio Casasco. Nelle prossime settimane potrebbero sottoporre alla Figc (di conseguenza al Cts) un cambiamento dell’attuale protocollo. Non è detto che tutto vada liscio. I tamponi effettuati ai calciatori ed ai membri dello staff potrebbero non bastare. I 20 medici della squadre del massimo campionato sanno bene che più di tanto non si può cambiare. Bisogna stare più attenti nei centri sportivi e sopratutto una volta usciti. La Figc ha ottenuto l’ok affinché le squadra eseguano il tampone solo a 48 ore prima del match e non ogni quattro giorni. Purtroppo però in Italia la curva dei contagi sta drasticamente aumentando. Il protocollo della Uefa è ben diverso: le squadre che giocano in casa effettuano il tampone il giorno prima della partita (in Italia due giorni), mentre la squadra che gioca in trasferta lo fanno sia il giorno prima che una volta atterrati nel nuovo Paese. In questo modo la possibilità di rintracciare qualche positivo è molto più semplice.

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Calciatori contrari alla “Bolla” come l’Nba

I responsabili sanitari della Serie A sono loro a decidere che misure adottare nei centri sportivi (come la misurazione della febbre prima di varcare il cancello, uso della mascherina sempre tranne quando si è in campo, distanziamento negli spogliatoi) ma anche quando sono a casa. Una cosa è certa: i giocatori non vogliono la “Bolla” come viene attuata in Nba. Più che altro gli sarà chiesto di evitare cene fuori e giri nei locali. Si spera che sulle Asl ci sia una uniformità di comportamento.

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Novità nell’Aia

Matteo Bassetti, noto infettivologo del policlinico San Martino di Genova, è stato chiamato da Marcello Nicchi (presidente dell’Associazione Italiana Arbitri) per far parte della commissione medica nazionale. Ovviamente per i problemi legati al Covid.

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