Benevento, Inzaghi: “Simone era più bravo di me, ma è stato sfortunato”

| 10/10/2020 23:39

Nella seconda giornata del Festival dello Sport, giunto alla terza edizione, che ha come tema in campioni, c’è stato l’evento “Mio fratello allena in Serie A”, che ha avuto come protagonisti i fratelli Simone e Filippo Inzaghi. Durante la serata l’allenatore del Benevento, ha parlato alla Gazzetta dello Sport.

Inzaghi: “Mio fratello non andò al Milan per un infortunio”

Inzaghi

Il calcio è per i fratelli Inzaghi, una questione di famiglia, trasmessa dal padre Giancarlo ai suoi figli: “ Ci accompagnava allo stadio per seguire il Piacenza, ma era tifoso del Milan. E’ stato fondamentale per la nostra carriera. Ogni volta aumentava la nostra età per farci giocare con i grandi”. Poi ha rivolto parole al miele al fratello Simone, svelando un retroscena sulla sua carriera da calciatore: Ha doti superiori alle mie, ma un infortunio alla schiena ha condizionato la sua carriera. A causa di questo problema saltò il suo trasferimento al Milan. Ha firmato lo scudetto della Lazio e un poker in Champions League.  Il trasferimento alla Juventus? Mio fratello è  un grande allenatore, ma è difficile spezzare il suo legame con i biancocelesti. Io sogno che possa diventare il Ferguson della Lazio“. La sfida in campionato tra i due è prevista il 15 dicembre allo stadio Ciro Vigorito: “Ci parleremo prima della sfida, quel giorno sarà speciale. Ci confrontiamo spesso, sarà strano considerarlo come un avversario. Sarà il secondo confronto tra noi. Lo sfidai quando ero a Bologna e vinse lui 2-0. Ricordo che non voleva essere decisivo per il mio futuro”.

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Ultime Benevento, Inzaghi: “Ancelotti è il punto di riferimento”

juventus ancelotti

Nella seconda parte dell’intervista, Inzaghi, ha svelato i suoi punti di riferimento come allenatori, i suoi idoli e i difensori che lo hanno fatto soffrire di più: “Ho una mia idea di calcio, non è giusto copiare, anche se ogni allenatore mi ha insegnato qualcosa. Ancelotti è il mio punto di riferimento, ma sono stati importanti anche Mondonico e Mutti. I miei idoli erano Van Basten, Rossi e Altobelli. La coppia inglese Adams-Campbell è quella che mi ha fatto soffrire di più. Il gol più brutto è quello segnato contro il Bayern Monaco”.


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