Azerbaijan, Bellucci a CM24: “Qui per crescere e sognare Qatar 2022. Ranieri strepitoso, Miha-Gattuso grande sfida”

| 15/07/2020 13:15

Gianni De Biasi, Claudio Bellucci e Benny Carbone. Tre uomini nella “nuova” Nazionale dell’Azerbaijan per portare esperienza, qualità e tanta crescita. Mister De Biasi ha firmato pochi giorni fa il contratto che lo lega alla Nazionale azera per provare una nuova impresa dopo gli ottimi successi ottenuti con l’Albania. L’esordio ufficiale sulla nuova panchina avverrà il 5 settembre, nella gara di Nations League contro il Lussemburgo. Il sogno, invece, si chiama Qatar 2022.

claudio bellucci

(www.gettyimages.it)

Azerbaijan, Bellucci a CM24: “Siamo felicissimi, vogliamo crescere e ottenere risultati”

La nuova avventura di De Biasi comincia con due uomini di campo al suo fianco: Benny Carbone e Claudio Bellucci. Noi di calciomercato24.com, abbiamo intervistato l’ex calciatore di Bologna, Sampdoria e Napoli che ha raccontato gli obiettivi del nuovo incarico e la voglia di cominciare a lavorare in un Paese in continua via di sviluppo.

«Lavoro con Mister De Biasi già da un anno. Ho preso questo incarico, mi ha proposto di essere il suo vice e tra varie trattative, nell’ultimo anno, alla fine è prevalsa questa dell’Azerbaijan. Siamo molto contenti perché è una soluzione ottima, andiamo a lavorare in un Paese in continuo sviluppo».

Nazionale giovane? «Vogliamo migliorare quello che è stato fatto negli ultimi anni. L’abbiamo vista giocare anche contro l’Italia e c’è da lavorare tantissimo. L’Azerbaijan è in continuo sviluppo, sia calcistico che sotto tutti gli altri punti di vista. Può essere una Nazionale sorpresa del futuro, puntiamo a questo».

Possiamo dire che la vostra voglia di allenare in Azerbaijan è anche una “missione” per il futuro? «Sì, certo è grande motivo di orgoglio. Perché chiamano allenatori italiani per disciplinare tatticamente e tecnicamente un calcio che sta cercando pian piano di svilupparsi. Siamo davvero molto felici di questa opportunità».

Se diciamo Qatar 2022, ci pensate? «Certo, perché no. Però andiamo step by step e ci concentriamo prima sulla Nations League per cercare di sorprendere sin da subito. Un buon percorso in questa competizione potrebbe aprire le porte a qualcosa di ancora più bello in futuro».

Avete già visitato le strutture azere? Sono all’avanguardia? «No, sinceramente non le abbiamo ancora visitate ma ce ne hanno parlato benissimo. Del resto basta considerare lo stadio di Baku e si capisce come è la situazione. Anche da questo punto di vista il Paese sta crescendo tantissimo».

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Bellucci sulla Serie A

Claudio Bellucci, poi, si è soffermato anche sul campionato attuale di Serie A e sui club che lo hanno visto protagonista in prima persona.

Sei stato legato per tantissimo tempo a Sampdoria, Napoli e Bologna. Sono in momenti molto buoni tutte e tre le squadre: cosa ne pensi del lavoro di Ranieri, Gattuso e Mihajlovic?«Mister Ranieri sta facendo davvero molto bene con la Sampdoria. Secondo me dopo il lockdown è tra le squadre più in forma del campionato insieme a Juventus e Atalanta. Non è mai facile incontrare la Samp, ad oggi. Ranieri ha saputo dare un’immagine precisa alla squadra e ora la salvezza sembra solo questione di tempo».

Questa sera in campo Bologna-Napoli, tue due ex realtà: Mihajlovic e Gattuso non regaleranno niente all’avversaria. «Assolutamente no. Sono due allenatori che non mollano mai e non lasciano nulla al caso. Sinisa, caratterialmente, è fatto così: non mollerà fino all’ultimo secondo del campionato e cercherà di portare la squadra più in alto possibile. Nell’ultima gara contro il Parma era nervosissimo dopo il pari subito da Inglese dopo che vinceva 2-2 e penso che con il Napoli darà battaglia fino all’ultimo secondo».

Gattuso? «Non mi piace ciò che si continua a dire sul suo modo di far giocare la squadra, non è la verità. In campo era un sanguigno ma non significa che la sua squadra sia difensivista. Anzi. Riparte da dietro, sempre palla a terra e propone un calcio molto bello, secondo la mia idea di gioco. E’ il motivo per cui sceglie spesso Ospina tra i pali, poi è uno che rischia e i risultati si sono già visti. In pochissimo tempo è riuscito a ricompattare squadra, società e tifosi e quando a Napoli queste tre cose viaggiano insieme è molto più semplice lavorare e far bene. Tra l’altro dopo pochissimo ha vinto il primo titolo da allenatore e non era cosa semplice. Se poi arriva contro una squadra del blasone della Juventus, dopo aver giocato in quel modo, è anche più bello».

A cura di Salvatore Amoroso

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