Storie: Manchester City, la Premier League vinta all’ultimo respiro (FOCUS CM24)

| 27/05/2020 17:30

Storie del calcio: il Manchester City di Roberto Mancini, l’ultimo respiro dell’Etihad

Storie: Manchester City – Premier League | E’ un momento di totale caos quello che stiamo vivendo, con l’emergenza Coronavirus che non ha lasciato in pace neanche il mondo del calcio. Alcuni campionati hanno preferito chiudere i battenti, come quello francese della Ligue 1, il primissimo tra i top 5 campionati europei a decidere di abbassare la saracinesca e parlarne soltanto dall’anno che verrà. Al contrario, gli altri 4 campionati – Serie A compresa – hanno preferito attendere, per capire quale strada percorrere. C’è ancora un titolo da dover assegnare e le altre federazioni vogliono farlo sul campo.

L’assegnazione al titolo, da giocare possibilmente con la massima adrenalina, quella che potrebbe viversi fino all’ultima giornata di campionato. L’emozione di attendere le notizie dagli altri campi, per capire le evoluzioni in classifica e l’assegnazione del titolo nazionale. Come successe al Manchester City dell’allora tecnico Roberto Mancini, che agguantò il titolo praticamente allo scadere dei tempi regolamentari. Una favola che resterà scritta in maniera eterna nei libri di storia del calcio mondiale.

Manchester City-Manchester United: il duello testa a testa che caratterizzò l’annata del 2012

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Il Manchester City di Roberto Mancini attendeva quel momento da ben 44 anni e arrivò nella maniera più clamorosa in assoluto. La società di Manchester si era portata ad altissimi livelli, mettendo nell’obiettivo, grazie ad un corposo mercato fatto di campioni, il titolo in Inghilterra. Dopo aver vinto solo due campionati di Premier League, il City era pronto a vincere quello che sarebbe stato il terzo titolo della sua storia. E tutto fu possibile, rendendo magica quella giornata vissuta all’Etihad Stadium.

Lo scenario era molto chiaro: le rivali di Manchester vivevano un derby accesissimo in cima alla classifica. I Red Devils di ‘Sir’ Alex Ferguson andavano a contendersi il primato con i “cugini” allenati dall’italiano, Roberto Mancini. Le due squadre si trovavano a pari punti, con la differenza reti però a favore dei Citizens, così come lo scontro diretto. La formazione di Mancini vinse non solo la partita di andata con il corposo risultato di 1-6 all’Old Trafford – “Perché sempre io?” si chiederà Mario Balotelli dopo il gol siglato nel derby -, ma vinse anche la partita di ritorno. Tre punti che, poi, si rivelarono fondamentali per l’assegnazione al titolo.

Manchester City-QPR: il folle 13 maggio 2012 che permise a Roberto Mancini di scrivere la storia

Torniamo a quel 13 maggio 2012, data storica per il calcio inglese. Sui campi di Premier League la massima attenzione era riposta in due stadi: quello dell’Etihad Stadium, ovviamente, su cui c’era il Manchester City a sfidare il QPR, club in lotta promozione, in attesa dei risultati che arrivavano da Stoke-City Bolton. Dall’altra parte, allo Stadium of Light si giocava Sunderland-Manchester United, con le speranze da parte dei Red Devils riposte tutte sul QPR, club che avrebbe dovuto vincere e piazzare l’impresa.

Fu un botta e risposta dai due campi, perché al minuto 20, Wayne Rooney la mise alle spalle dell’estremo difensore con un colpo di testa, portando in avanti il Manchester United. Il club di Ferguson fece il suo nel corso di tutta la gara, controllando la partita, senza mai sottoporsi a rischi. La concentrazione dei calciatori dello United era sì sul campo, ma con le orecchie riposte sugli spalti. Dal settore ospiti arrivò un doppio boato: non appena riprese il secondo tempo e poco più tardi, al minuto 66. Tutti increduli, ma il QPR aveva raggiunto non solo prima il pareggio, ma addirittura si era portato in vantaggio, con la rete prima di Djibril Cissé e poi di Jamie Mackie.

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Tutti scuri in volto, tra le lacrime all’Etihad di un titolo che stava nuovamente sfumando, nonostante la corsa incredibile allo stesso. Gli 86 punti potevano non bastare. Ma alcune pagine di storia restano indelebili proprio per l’incredibilità delle cose che raccontano. Si infiammò lo stadio, nonostante le lacrime dei tifosi, visibili dagli stessi giocatori che in Inghilterra, hanno i tifosi proprio poco dopo i tabelloni pubblicitari. Ed è in quello sguardo che Balotelli e co. trovano le motivazioni per scrivere la storia del calcio inglese. Mentre a Sunderland si preparano già alla festa, è proprio il City a “conciare per le feste”, i rivali.

E’ il gol di Edin Dzeko, al minuto 92 e nell’extra-time, quello del momentaneo 2-2, a far tremare “Sir” Alex Ferguson che, ancora con i suoi in campo, chiede ai giocatori di restare attenti e motivati fino al fischio finale. Quest’ultimo arriverà, con qualche tifoso che non trattiene l’emozione e comincia già a far festa sugli spalti. Ma con ancora qualche minuto da giocare, che risulterà fatale. Gli ultimi tre minuti dei totali cinque assegnati di recupero, saranno i più intensi dell’intera storia della Premier League. E’ all’Etihad che accade di tutto.

Prima la rete di Dzeko, poi il caos totale quando il cronometro segna che manca poco più di un minuto alla fine del match. Mario Balotelli casca a terra a ridosso dell’area di rigore e compie una giocata che diventerà fatale ai fini del risultato. Allunga la coscia, col piede impatta il pallone e lo allunga verso il “Kun” Aguero. E’ lui l’eroe di Manchester, perché lascia scivolare la sfera dall’altra parte dell’area di rigore e con la carica dei supporters impatta il pallone con violenza. Una saetta, che finisce in rete e fa esplodere letteralmente lo stadio. La gioia è incontenibile, anche Roberto Mancini perde l’aplomb che lo contraddistingue e sfoga tutta la sua gioia, correndo verso i suoi collaboratori, per un abbraccio immenso.

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E’ la storia del City, quella che hanno scritto i ragazzi di Manchester, in un’impresa che resta ancora oggi indelebile nella mente non solo dei due club rivali, ma dell’intero scenario calcistico inglese. Diventeranno virali le reazioni dei colleghi inglesi in cronaca e ai commenti, così come quelle sul campo del Sunderland, con l’incredulità nel volto di Rooney e co., che non potevano credere alla rimonta dei rivali. Gioia incontenibile a Manchester, i tifosi invadono il campo, è tutto vero: il Manchester City ha vinto il titolo in meno di 5 minuti. Ed è la storia scritta dai Citizens che, ancora oggi, ricordano ai rivali di averli battuti nel modo più beffardo che esiste. E’ il calcio, uno sport fatto di emozioni che non possono essere interrotte. Emozioni che possono arrivare anche quando non te lo aspetti, fino al gong finale.

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A cura di: Simone Davino.


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