Lazio, Diaconale: “Mi hanno augurato ogni tipo di morte”

| 18/05/2020 17:00

Lazio Diaconale Operazione | La Lazio è stata tra le prime squadre a chiedere a gran voce la ripresa del campionato di Serie A. Lo ha fatto attraverso le parole dei calciatori, del Presidente Lotito, del direttore sportivo Igli Tare e quelle di Arturo Diaconale, Responsabile della Comunicazione. Quest’ultimo circa un mese fa si è dovuto sottoporre ad una delicatissima operazione che, oggi, spiega è andata a buon fine.

Lazio, Diaconale: “Sto bene, ringrazio tutti per la vicinanza”

Non ha nascosto, però, anche tanta amarezza Arturo Diaconale, dovuta alle innumerevoli frasi squallide in un momento molto delicato per la sua virta. Frasi che gli auguravano la morte per essersi schierato dalla parte di chi voleva riprendere e completare la Serie A. Attraverso un post su Facebook, il Responsabile della Comunicazione della Lazio, ha prima ringraziato per i messaggi di sostegno e poi si è scagliato contro gli altri.

“Non sono riuscito a ringraziare personalmente lo straordinario numero di persone che ha manifestato solidarietà e sostegno nei miei confronti in questo momento non facile della mia vita. Lo faccio oggi in maniera meno diretta e più generale, ripromettendomi, ovviamente, di poter ristabilire i passati rapporti amicali quando la mia emergenza sarà terminata e la ripresa della mia vita normale sarà tornata possibile”.

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Diaconale contro gli “auguri” di morte

Nella parte finale del messaggio, Diaconale, parla con dispiacere dei messaggi negativi.

“Subito dopo l’operazione in cui mi è stata aperta la calotta cranica per rimuovere il malevolo intruso che vi si era insediato, mi era capitato di riflettere sul fatto che la pandemia non aveva generato i tanto attesi cambiamenti sulla natura di un Paese che ormai si è consegnato al cinismo spietato e che è spesso poco solidale. Un’amara considerazione, a cui mi aveva spinto la lettura di una nota pubblicata sul Corriere della Sera in cui si dava notizia dell’intervento. Lì esprimeva una severa condanna di coloro che nel commentare la mia vicenda sui social network mi auguravano la morte tra i più atroci patimenti“.


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