Maddaloni a CM24: “Il Napoli può agganciare il quarto posto e battere il Barça. Silvia Romano? Ha fatto una vacanza”

| 13/05/2020 15:30

Maddaloni Vip Tifosi Napoli | Marco Maddaloni, judoka italo-albanese, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni per la rubrica “Vip Tifosi”. E’ tifosissimo del Napoli e attreverso i nostri canali social ha svelato un quali sono i suoi desideri per il Napoli, con quali occhi – anche molto critici – osserva le vicende calcistiche in Serie A e quali sono i suoi progetti per Tokyo 2021 e la sua carriera futura.

marco maddaloni

Foto: Instagram Marco Maddaloni

Le parole di Marco Maddaloni

Come hai trascorso la quarantena? “Sono rimasto a casa e ho recuperato, il mio corpo era logoro. L’ho fatto in garage, adesso in fase due comincio ad uscire, sono stato a trovare mio padre a Scampia”.

Lo sport deve riprendere?Gli sport devono stare buoni. Finché non ripartono prima le attività, non si può parlare di sport agonistici. Io posso perdere un’Olimpiade, i calciatori un campionato ma le famiglie non possono perdere vita e dignità. Apriamo i centri, le palestre e dopo pensiamo a chi guadagna milioni di euro. Io ho due palestre, una a Scampia dove non paga nessuno per beneficenza. Un’altra è di 2000 metri quadri, penso di poter allenare una persona. Poi vedo che scende Silvia Romano dalla vacanza in Kenya e ci sono 3000 giornalisti affollati“.

Maddaloni: “Napoli, puoi sognare in Serie A e Champions League. De Laurentiis? Spenda”

Sul Napoli di Ancelotti e di Gattuso: “Prima che da tifoso, ti parlo da sportivo: la situazione non mi è piaciuta. Con Ancelotti i calciatori hanno smesso di giocare. E’ come se io sul Tatami, smettessi di combattere. Per questo non mi è piaciuto, ho seguito il Napoli da vicino e dico che non mi è piaciuto. Con Gattuso è arrivato sicuramente qualche cambio negli spogliatoi, io sono contento per Rino, perché è un grande atleta, ma ti ripeto: se devo tornare a ritroso, non mi è piaciuto l’atteggiamento con Carlo. Poco sportivi”.

Sfida col Barcellona? Gli sportivi sono sognatori, giusto si faccia. Dobbiamo andare lì per fare risultato, sappiamo tutti però che se vuoi vincere, tocca comprare. Il presidente forse anche per giuste cause, ma se alcuni del passato giocassero ancora qui, forse ce la potremmo giocare con tutti.

Cavani e Immobile? Parlavo di lui sì, così come Lavezzi. Appena abbiamo grandi giocatori, vendiamo. Restiamo una grande squadra, ma serve fare il passo importante per competere. Per Ciro sarei contentissimo, con Lorenzo formerebbe il ‘dream team’. Cavani era un calciatore fantastico perché lo si trovava ovunque, non si è mai risparmiato”.

Napoli tra rinnovi e possibili addii: ricambio generazionale dovuto?Bisogna che il Napoli capisca cosa vuole dalla vita. Se vogliamo restare tra i grandi, dobbiamo vendere e sperare nel ricambio. Ma se si vuole essere certi di vincere bisogna trattenere quello che abbiamo e poi acquistare“.

Il Napoli può fare il salto in avanti e andare in Champions?Credo che il Napoli riaggancerà la zona Champions se si riprende. Il divario con la Juve c’è ancora e forse anche con qualche altra squadra. I calciatori li capisco: o restano in una squadra per economia o per vincere. Il Napoli non gli dà nessuna di queste motivazioni. Anche chi ci crede e ama la maglia alla fine preferisce andare via se non si punta a vincere“.

Quanto sogni uno Scudetto?Troppo. Da piccolo li ho visti i due del Napoli ma non ricordo nulla. Purtroppo il Napoli in questo periodo ha vinto troppo poco per la storia che ha e i miglioramenti che ha fatto“.

Quali sono le partite che ricordi con più gioia?Una delle partite più belle fu quella con il Bayern Monaco che perdemmo 2-3. Mi piacque la corsa di De Sanctis all’ultimo minuto. Vidi l’orgoglio napoletano in campo. Poi non dimenticherò il gol di Cavani contro il Lecce e quello di Koulibaly contro la Juve. Anche lì mi alzai tre metri dal suolo: mi alzai con lui. Spesso non guardo la partita perché ci resto troppo male. Napoli è una piazza in cui anche il judoka si sente apprezzato. Il napoletano vive per la propria città: se fossi in De Laurentiis lo farei qualche debituccio per vincere (ride, ndr.)“.

Sarri?Al calcio si danno troppi valori. Il calcio ormai è un grande business. Se lo guardo in questo modo, non posso criticarlo. A livello sportivo posso criticarlo: aveva mosso un movimento, aveva mosso lo spirito nella stanza dei bottoni, si era fatto credere uno di noi“.

Olimpiadi, Maddaloni diventa albanese: “Combatterò per me”

A Tokyo 2021, Marco Maddaloni gareggerà con la maglia dell’Albania, nazione che lo ha “adottato” da qualche anno e che spera di portare nell’albo d’oro qualche medaglia importante.

Gareggerai con l’Albania, come mai hai cambiato cittadinanza?Non fu una scelta fecile. Ebbi problemi con la Federazione mentre mi preparavo per Rio 2016. Volevano delle scuse per un’intervista a favore di mio fratello. Non lo feci e non mi permisero di indossare la maglia dell’Italia, nonostante il mio palmares. Nella mia testa è sempre rimasto il pallino di ritirarmi con il piede sul tatami e non quando decidevano gli altri”.

Italia?Mi dispiace, mi sento una bandiera. Combattere per un’altra Nazione non è facile. per tanti anno ho combattuto per i colori della mia Nazione e ora combatterò per difendere il mio cognome. Poi nessuno mi toglierà mai il mio essere napoletano“.

Sarà difficile tornare a prepararsi?Molto. Non sono più il ragazzo di prima, ora sono io a pagare per combattere. La mia priorità ora è la famiglia, poi viene la passione per il judo. Ho tanta voglia ed esperienza e mi piacerebbe chiudere in bellezza. Sull’età sarà più complicato. Ne parlavo con Quagliarella, quest’anno nessuo ce lo darà più (ride, ndr.) A me piacerebbe tantissimo che lui chiudesse la carriera in azzurro“.

L’Albania ha aiutato tanto l’Italia durante il Coronavirus, te lo aspettavi?Assolutamente no. Ma io so come sono le persone in Albania. Mi ricorda la mia Napoli. Spesso dico: “L’Albania sembra casa mia. Mi dà un po’ di Secondigliano, Miano, dei quartieri spagnoli…”. Lo vedo un popolo fiero ed orgoglioso. Sono anche io orgoglioso di fare parte di loro e cercherò di difenderli sempre”.

Obiettivo a Tokyo?Vorrei restare nella storia dell’Albania e creare un legame che faccia crescere il Paese anche dal punto di vista del judo“.

Sei stato protagonista anche dei reality: Pechino Express e L’Isola dei Famosi. Quanto spirito sportivo hai dovuto metterci?Sono due esperienze toste e ci ho dovuto mettere tanto dello sportivo. Non avevo figli durante Pechino ed ero solo fidanzato. Pensavo solo a correre e non mi fermavo mai. Con me c’era Rosolino e ci siamo anche divertiti tantissimo. L’Isola dei Famosi è difficilissima. Andai lì con due figli, da sposato. In quel posto potevo solo pensare e riflettere sulla carriera, sulla famiglia. La distanza si fa sentire ed è molto complicato, spesso ti senti abbandonato ma è come un incontro: va affrontato e vinto. Quando, alla fine, vinci è una soddisfazione enorme per quanto è difficile“.

I tuoi figli seguiranno le tue orme sportive?Sono piccoli ma già li vedo portati. La piccola ha già imparato una posizione, il grande sa già fare qualche combinazione. Spesso penso che debbano fare qualche altro sport, per sentirsi maggiormente gratificati. Però come faccio? Lui è un Maddaloni, può continuare a scrivere la storia dello sport italiano o delle Seychelles, perché dirgli di no? Per il momento sale sul tatami, poi vediamo (ride, ndr)“.

A cura di Salvatore Amoroso

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