Sampdoria, Ranieri: “Non possiamo sottrarre i tamponi ai cittadini. Ritiro? No, temo per i calciatori”

| 22/04/2020 11:30

Coronavirus Sampdoria Ranieri Serie A | Claudio Ranieri, allenatore della Sampdoria, ha parlato della possibile ripresa della Serie A ai microfoni del Corriere della Sera. Pochi giorni fa la Lega Calcio ha emanato il protocollo da seguire alla ripresa degli allenamenti in cui tutti i calciatori e gli staff dei club dovranno essere sottoposti ai tamponi. Scelta che non piace a Claudio Ranieri che li reputa fondamentali per i cittadini piuttosto che per intere società.

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Sampdoria, Ranieri: “Ingiusto sottrarre tamponi ai cittadini”

“Giusto fare tamponi, come i test sierologici. Ma in questo momento c’è gente che ne ha più bisogno di noi. Non possiamo scavalcare i cittadini, non sarebbe né giusto, né etico”. Con queste parole Claudio Ranieri si pone in disaccordo con il protocollo della FIGC.

Ripresa?Tutti noi vorremmo tornare in campo, amiamo il calcio ed è quello per cui viviamo. Ma questo è il momento della prudenza. Nessuno sa come reagisce il virus sul fisico di un atleta. La verità è che ci sono ancora troppi morti e troppi contagiati per ricominciare. Il nostro è uno sport di contatto e quindi siamo molto a rischio“.

Ritiro?Non sono d’accordo. I giocatori sono chiusi in casa da quasi due mesi e stanno dando i numeri. Tra un po’ parlano con i muri. Molti sono da soli, con la famiglia lontana. Portarli in ritiro un altro mese con la prospettiva di tenerli isolati anche durante le partite significherebbe tenerli quattro mesi in clausura, non è credibile. E inoltre rischierei di farli ammalare. Vale anche per tutto il gruppo squadra“.

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Ranieri sulla ripresa: “Riparta prima il Paese e poi il calcio”

Il tecnico della Sampdoria, poi, si espone anche sulla ripartenza del calcio italiano.

Prima del calcio deve ripartire il Paese. Hanno ragione la Pellegrini e Fognini. Non c’è solo il calcio. Voglio spazzare via ogni incertezza. Sono d’accordo con chi dice che la stagione va finita, così non si arrabbia nessuno. Ma nei termini e nei modi giusti. La salute viene prima di ogni altro interesse“.


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