Lecce, Dell’Orco: “Sì alla ripresa. Il mio futuro è nelle mani del Lecce. Coronavirus? Ho famiglia a Lodi, è stata dura” – [ESCLUSIVA]

| 14/04/2020 12:45

Lecce: Dell’Orco tra Serie A, Coronavirus e rapporto con Liverani | Una gavetta tra Serie B e Lega Pro, poi l’approdo in Serie A con il Sassuolo di Eusebio Di Francesco per tre stagioni e i prestiti ad Empoli e poi a Lecce. Oggi è uno dei protagonisti della squadra di Fabio Liverani che, racconta Cristian in esclusiva ai nostri microfoni, è “un allenatore spavaldo che vuole mettere in mostra un calcio coraggioso“. La chiamata di Gian Piero Ventura in uno stage con l’Italia nel 2017 è stato il momento più bello della sua carriera e il sogno è quello di tornare a vestire la maglia azzurra anche se, ad oggi, la guarda con un approccio molto realista.

Notizie Serie A – Lecce, Dell’Orco: “Liverani è uno spavaldo, ci divertiamo”

Non è stato facile il rapporto con il Coronavirus in questo periodo, essendo nativo di Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, una delle aree maggiormente colpite dal virus. La famiglia vive ancora nel comune lombardo: ha vissuto giorni di alta tensione anche per le cattive notizie che arrivavano da amici e conoscenti. Intanto continua ad allenarsi nella sua casa di Lecce perché, ci dice, “alla ripresa sarà un campionato completamente diverso, si azzera tutto“.

Come stai trascorrendo la quarantena?Sono in casa, ho comprato un po’ di attrezzi, qualche peso per cercare di allenarmi. Cerco di fare il possibile per restare in forma. Sicuramente sarà dura tornare in campo anche solo per allenarci perché le temperature iniziano ad alzarsi. E’ dura soprattutto perché è vero che ci stiamo allenando ma lo stiamo facendo lontano dai campi, lontano dalla squadra e dallo spogliatoio. E’ un momento di difficoltà per tutti e dobbiamo adattarci per farci trovare pronti alla ripresa”.

Sei nato in provincia di Lodi, hai la famiglia ancora lì? Cosa ci puoi raccontare della situazione in Lombardia?Sì, ho ancora la famiglia lì a Lodi ma fortunatamente nessuno di loro è stato colpito dal coronavirus. Però ho amici e conoscenti che hanno perso nonni o hanno avuto difficoltà con il virus. Speriamo che tutte queste restrizioni e accortezze ci aiutino a tornare alla normalità il prima possibile”.

Sei a Lecce in prestito dal Sassuolo, come ti stai trovando in questa nuova avventura con Fabio Liverani?Molto bene, ci divertiamo molto. Il mister ha una filosofia di gioco molto spavalda, vuole imporre la sua idea di gioco contro qualsiasi avversario e ciò mi piace. Mette in mostra un tipo di calcio molto coraggioso”.

Hai giocato anche con De Zerbi e Di Francesco, quali sono le similitudini e le differenze tra i tre allenatori?Sono tutti allenatori che cercano di imporre le proprie idee e vogliono ripartire da dietro palla a terra. Non vogliono mai adattarsi alla partita ma cercano di far adattare gli altri. Le differenze sono soprattutto caratteriali o di modulo. Di Francesco amava giocare con il 4-3-3 con gli esterni a piede invertito, Liverani invece gioca con il trequartista quasi sempre. Come filosofia generale sono simili, poi ovviamente ognuno ha le sue sfumature”.

Porti sempre il numero 39, ha un significato speciale?Devo dire di no. Al Novara e in Lega Pro avevo il 3. Il primo anno al Sassuolo il 3 era già occupato e presi il 39 perché è un insieme di 3 che girano, c’è il 9 che è il triplo di tre ed è diventata anche una cosa matematica. E’ diventato anche un numero portafortuna o comunque distintivo perché difficilmente è occupato”.

Sei in prestito al Lecce con diritto di riscatto, cosa ti aspetti dal futuro?Ho altri due anni di contratto con il Sassuolo. Alla scadenza del prestito la società valuterà se è il caso di riscattarmi oppure no e insieme valuteremo tutti gli aspetti”.

lecce dell'orco serie a

ESCLUSIVA – Lecce, Dell’Orco: “Serie A diversa alla ripresa, si azzerano le griglie”

Attualmente il Lecce si trova al terzultimo posto in Serie A, a pari punti con il Genoa ed è quindi in piena lotta per la salvezza: Cristian Dell’Orco parla di un campionato totalmente diverso alla ripresa. Si azzereranno tutte le griglie di partenza e la differenza sarà dettata dalla forma mentale di ogni squadra.

Serie A ferma, credi che possa riprendere? A quali condizioni?La cosa fondamentale è la salvaguardia della salute dei calciatori ma è un discorso che va allargato a tutti coloro che lavorano intorno ad una partita di calcio. Spero di riprendere il prima possibile il campionato perché significherebbe che il virus è praticamente vinto”.

Sarà un problema per voi calciatori riprendere con le temperature estive?Sarà più dispendioso, sicuramente. Siamo in fase di emergenza e noi in primis dobbiamo adattarci a tutti i tipi di condizione. Ci faremo trovare pronti, poi bisogna trovare qualche stratagemma per disputare le partite nel migliore dei modi”.

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Lo stop ha il sapore di stagione finita ed è quasi come se ne ricominciasse una nuova. Si ripartirà da zero?Sì, dal punto di vista mentale cambia tutto. Anche fisicamente cambia molto. Bisogna capire chi è rimasto sul pezzo e chi no. Diciamo che si azzera un po’ la griglia di partenza perché la maggior parte delle squadre recupereranno gli infortunati. Torna ad essere tutto possibile nel nuovo mini-ciclo. Manca più della metà del girone di ritorno ed è come se fosse un nuovo campionato”.

Questione stipendi: a Lecce ne avete già discusso o attendete gli accordi Serie A-Assocalciatori?Sinceramente non ne abbiamo ancora parlato. Non possiamo quantificare il danno che subirà il calcio e se si riprenderà a giocare, per cui non possiamo sapere quale sarà il passo che dobbiamo fare noi incontro alle società e a tutto il sistema calcistico. E’ una situazione di emergenza in cui tutti devono rinunciare a qualcosa. Ovviamente bisogna restare uniti anche sotto questo aspetto: vanno fatti passi da tutte le parti, non deve muoversi solo una parte o l’altra. Serve equità per accontentare tutti”.

Stage con l’Italia di Ventura, sogni di tornare in Nazionale?Fu un momento molto emozionante. Il sogno di ogni calciatore è vestire la maglia della Nazionale. Bisogna essere anche realisti. In questo momento è molto difficile perché non avendo giocato con continuità, le possibilità sono ridotte ma l’Italia è un mio sogno”.

di Salvatore Amoroso

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