Coronavirus, Conte chiede di iniziare la Fase 2: si riparte fra tre settimane

| 13/04/2020 12:30

Coronavirus Italia Conte Fase 2 | L’Italia si avvia a piccoli passi verso una lenta ripresa delle normali attività quotidiane. Da domani potranno riaprire cartolerie, librerie e negozi per bambini ma sarà il turno di ricominciare anche per la silvicultura, per la fabbricazione dei computer, per la cura e la manutenzione del paesaggio. L’avvio della Fase 2 può iniziare anche se le misure restrittive resteranno ben delineate.

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Conte, lavoro con il Comitato Scientifico per uscire dal lockdown

Il Governo è al lavoro per prevedere una riapertura, seppur parziale e con regole fortemente limitative. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiesto al Comitato Scientifico di individuare le modalità più efficaci per uscire gradualmente dal lockdown, favorendo la ripresa delle attività produttive. L’obiettivo è finalizzato ad un progressivo e graduale ritorno alla normalità. Ripartite ma evitando un nuovo pericolo di contagi. Nel momento in cui i negozi riapriranno, dovranno seguire delle regole ben precise. Bisognerà sanificare gli spazi comuni due volte al giorno, dovranno essere in possesso di erogatori di disinfettante e chi lavora a contatto con il pubblico dovrà indossare guanti e mascherine, facendo rispettare comunque la distanza di sicurezza di almeno un metro.

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Notizie Coronavirus Italia: chiusi bar e ristoranti, ma le scuole?

Riapriranno alcune attività ma non bar e ristoranti per cui il Governo sta cercando di trovare soluzioni sicure. Al momento si pensa ad una riapertura con la distanza di un metro almeno tra cliente e lavoratore e la distanza di due metri tra i tavoli. Ma la domanda che milioni di italiani si stanno ponendo, riguarda la riapertura delle scuole, almeno per il prossimo anno scolastico.

A tale quesito ha provato a rispondere il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, attraverso la trasmissione Che tempo che fa.

Non sappiamo se si può posporre la riapertura delle scuole. La decisione spetta al Governo“.


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