Coronavirus, Iaquinta denuncia: “Mio padre è in prigione, 0 distanze”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:00

Vincenzo Iaquinta, ex attaccante della Juventus, ha pubblicato uno sfogo su Instagram nel quale ha sottolineato come nel penitenziario di Voghera, dove è attualmente detenuto suo padre, sia impossibile mantenere le distanze che invece impone la lotta al coronavirus.

Coronavirus news, l’accusa di Iaquinta

Postando la piantina del carcere di Voghera, dove al momento è detenuto il genitore dell’ex attaccante, ha quindi rivolto un interrogativo, rivolgendosi direttamente al premier Conte ed al ministro della giustizia Bonafede. “Partendo dal presupposto che mio padre è innocente“, ha scritto il campione del mondo, “ma questo è un disegno del carcere di Voghera. Come fanno i detenuti a tenere le distanze“?

Quello delle carceri è un tema molto caldo in questo momento: alcuni paesi, soprattutto in Medio Oriente, hanno consentito l’uscita a tutti i detenuti. Si vuole evitare che le prigioni diventino focolai di trasmissione. In Europa non c’è stato nessun paese che abbia adottato una misura simile, ma il problema resta ed urge una risoluzione. Risale a qualche giorno fa un comunicato della Polizia Penitenziaria, il quale auspicava l’adozione di misure deflattive dell’affollamento delle strutture. Il rischio è che diventino “bombe ad orologeria“.

Iaquinta e il processo Ndrangheta Aemilia

Il padre di Vincenzo Iaquinta si trova a scontare in questo momento una condanna di 19 anni per associazione mafiosa. Inizialmente anche l’ex calciatore era stato condannato all’interno del processo per possesso d’armi illegale, salvo poi venire scagionato in appello.