Tommasi: “Chiudiamo le stagioni prima di agosto. Stipendi? Pensiamo prima alle serie minori”

| 05/04/2020 13:30

Serie A, Tommasi sulla ripresa | Giornate molto intense, queste ultime e le prossime, per i vertici del calcio italiano. Tutti insieme stanno cercando di trovare le soluzioni adatte per concludere i campionati e per tenere al sicuro le casse di società e dei calciatori. Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha fatto il punto della situazione ai microfoni di Rai News 24.

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Serie A, Tommasi: “Auspichiamo di chiudere entro il 3 agosto”

La UEFA ha deciso che i campionati non potranno essere conclusi oltre il 3 agosto per non intaccare la prossima stagione. Le società e i vertici del calcio, dunque, cercano soluzioni.

“La notizia di ieri della UEFA di provare a chiudere entro il 3 agosto ci dà un limite temporale. L’OMS parla di pandemia, non so quali possano essere le città non colpite. Rischiamo di essere smentiti dall’epidemia stessa”.

Calciatori pronti a giocare in estate?Se c’è tempo per chiudere i campionati, tutti vorremmo farlo. Ad oggi, però, non decidiamo noi. Ci sono le organizzazioni sanitarie che decidono per tutti. Speriamo ci siano le condizioni per ripartire per chiudere prima del 3 agosto, così come chiesto dall’UEFA“.

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Tommasi sugli stipendi: “Pensiamo prima ai calciatori di Serie C e D”

Il Presidente AIC, poi, è passato a considerare la situazione economica dei singoli calciatori e il possibile taglio stipendi.

“Con la Lega Serie A non siamo entrati nei dettagli, anche perché le prime scadenze sono il 20 aprile. UEFA ed ECA chiedono di chiudere le stagioni e i calciatori faranno la loro parte, come sempre. Con La Lega Pro stiamo provando a trovare una soluzione collettiva”.

Monza taglia gli stipendi?Sono accordi che singolarmente i club cercano con i propri tesserati. Con i dirigenti della Serie C stiamo affrontando soprattutto il problema dei salari che non superano i 50mila euro lordi all’anno. Vogliamo tutelare questi stipendi che non sono paragonabili a quelli dei grandi campioni. La Serie D conta 160 squadre su tutto il territorio e sarà difficile trovare una situazione di sicurezza per tutti“.


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