Di Maria confessa: “Il Real Madrid non voleva giocassi la finale dei Mondiali nel 2014

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:30

La confessione di Di Maria ai microfoni di Telefe

Di Maria, confessione sul Real Madrid | E’ arrivata una particolare confessione da parte dell’asso argentino, Angel Di Maria. Il fideo ha avuto la fortuna, nel corso della sua brillante carriera, di affiancare compagni di reparto di un certo calibro. Raccontare di aver giocato con Messi e Cristiano Ronaldo, senza dimenticare al Psg i compagni di squadra Mbappé e Neymar, è un privilegio che possono avere in pochi, così come arrivare sul tetto del Mondo. Angel di Maria è stato ad un passo dal successo ai Mondiali, perdendo la finale del 2014 con l’Argentina, nella competizione vinta poi dalla Germania, in Brasile. Ed è di quella partita che ha parlato ai microfoni di Telefe, con l’Ansa che ha riportato alcune interessanti dichiarazioni.

Di Maria: “Volevano non giocassi la finale”

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Una lettera da parte del Real Madrid, club in cui militava lo stesso giocatore, con un’esplicita richiesta: non giocare la finale. Quelle che seguono, sono le parole di Angel Di Maria: “Quella volta che il Real Madrid mi scrisse di non giocare strappai la lettera, senza neanche leggerla: era la finale del Mondiale 2014, e avrei accettato perfino il rischio che potesse essere l’ultima partita della mia vita, pur di essere in campo”.

Parole al veleno, che arrivano praticamente sei anni dopo i fatti accaduti. Quel Mondiale fu perso in finale proprio dall’Argentina e la richiesta del Real arrivava dopo un’infortunio, che aveva mandato in apprensione lo stesso club di Madrid: “Questa è una storia che conosciamo solo in tre: io, il medico della nazionale e il ct Sabella. Avevo un infortunio muscolare serio, ma volevo giocare a tutti i costi, anche quello di poter chiudere lì la mia carriera. Sapevo che il Real voleva vendermi, poi arrivò nel ritiro in Brasile quella lettera: la strappai. Andai da Sabella e, piangendo, dissi che anche se non ero al 100%, per me giocare era tutto. Lui mise Perez”. Il fideo rimase in panchina, con la polemica proveniente dal proprio Paese. La stagione successiva, non a caso, passò al Manchester United.

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