Coronavirus, Gabbiadini scrive alla città di Bergamo: “Non ti scalfisce nulla, ti rialzerai più forte di prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

Coronavirus, Gabbiadini scrive alla città di Bergamo | E’ stato tra i primi calciatori ad essere contagiato dal Coronavirus. Ora sta meglio e pian piano tornerà alla normalità. Manolo Gabbiadini, però, non è tranquillo perché la sua città natale, Bergamo sta vivendo settimane critiche a causa del COVID-19.

genoa-sampdoria gabbiadini

Coronavirus, Gabbiadini scrive alla città di Bergamo

Tramite il proprio profilo Instagram ha dedicato una lettera alla città di Bergamo in cui esprime tutta la sua vicinanza ai cittadini.

“Cara Bergamo, a dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole. In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà cosi”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Cara Bergamo, A dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole. In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male. Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile. Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Più forte di prima. Perché non ho dubbi che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi. Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà. Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Bérghem

Un post condiviso da Manolo Gabbiadini (@manologabbiadini) in data: