Emergenza Coronavirus, l’immunologo La Forche: “Atalanta-Valencia un disastro per la città di Bergamo”

| 19/03/2020 17:00

Emergenza Coronavirus, Bergamo in ginocchio | La città di Bergamo sta vivendo un periodo di particolare difficoltà dovuto all’espansione smisurata del Coronavirus che ha causato tantissime vittime in pochi giorni. Il numero, ad oggi, sembra destinato ancora a salire nonostante l’ottimo lavoro che stanno svolgendo gli ospedali lombardi per ridurre contagi e vittime.

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Emergenza Coronavirus a Bergamo: parla l’immunologo

L’immunologo Francesco Le Foche, responsabile del day hospital di immuno-infettivologia del policlinico Umberto I di Roma, ai microfoni del Corriere dello Sport ha provato a capire i motivi di un contagio così rapido e diffuso nella città di Bergamo.

“L’area bergamasca è da sempre molto attiva nel mondo degli scambi economici e sociali. Un terreno ideale per il virus. Parliamo antropologicamente di gente da sempre molto operosa, spartana, con una grande cultura del lavoro e una tendenza a sottovalutare e dunque trascurare malesseri che sembrano di stagione. In più all’inizio non sono state prese misure restrittive per il virus”.

Contagio dovuto ad Atalanta-Valencia?Sì, è possibile. È passato un mese da quella partita. I tempi sono pertinenti. L’aggregazione di migliaia di persone, due centimetri l’una dall’altra possono aver contribuito all’espansione del virus”.

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La Forche: “Impossibile riprendere a giocare a giugno”

L’immunologo del Policlinico Umberto I di Roma ha parlato anche della possibilità di riprendere il campionato di Serie A.

“Alla partita di San Siro tra Atalanta e Valencia potevano essere presenti asintomatici e febbricitanti. C’è stata sicuramente un’espulsione di quantità di particelle virali molto alta e a grande velocità dalle prime vie aeree, bocca e naso per l’euforia della vittoria”.

Il calcio riprenderà a giugno?Dubito molto fortemente. Un contesto così socialmente aggregante ed empatico come il calcio è una minaccia. La considero l’antitesi dei comportamenti che si devono avere nell’emergenza sociale di un virus”.


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