Coronavirus Italia, cosa succede coi prestiti nel calcio? L’Inter la più colpita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

L’emergenza coronavirus ha cambiato anche il calendario della Serie A: in attesa di capire quali possano essere i futuri sviluppi, emergono via via tutta una serie d’incertezze, quale ad esempio la situazione prestiti.

Coronavirus Italia, il problema prestiti: occhio all’Inter

Ogni stagione ha nel 30 giugno la sua fine naturale dal punto di vista contrattuale e societario: questa data però, quest’anno potrebbe essere non idonea. Perché se è vero come è vero che potrebbe slittare tutto di un mese o anche di più, allora emergono una serie d’interrogativi che per il momento non hanno risposta. Ad esempio, tutti i giocatori in prestito, che a fine giugno dovrebbero far ritorno alla base, che fine faranno? In Serie A la squadra più interessata alla questione è l’Inter: Icardi, Perisic, Nainggolan, Joao Mario, Lazaro, Bastoni, dovrebbero fare tutti ritorno alla base. E Biraghi e Dalbert? Torneranno a scambiarsi le maglie? Anche la Roma segue interessata con le vicende Smalling e Mkhitaryan.

La soluzione alla questione alla fine dell’emergenza

La soluzione più ovvia sarebbe di prolungare semplicemente la durata dei prestiti fino a fine stagione. Ma non è una soluzione agevole. Ma posto che dovrebbe arrivare comunque il nulla osta della Lega (non pare ci possano essere particolari ostacoli), bisognerà tenere presente che si tratta di materia privata, che i club potranno regolare in autonomia. In teoria, lo United potrebbe pretendere il ritorno anticipato di Smalling, per intenderci, o l’Inter quello di Bastoni. Salvo è lo scenario in cui tutti i club europei, magari in accordo collettivo e con il benestare delle proprie leghe, decidano di posticipare semplicemente la scadenza dei prestiti.

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