Coronavirus – Pro Vercelli, Gilardino: “Non siamo robot, ci saremmo fermati anche senza il Decreto”

| 10/03/2020 15:30

Coronavirus – Pro Vercelli, Gilardino spiega lo stop | Il calcio si è ufficialmente fermato dopo il Decreto Legge emanato dal Premier Conte e la decisione del CONI. La scelta di fermarsi era arrivata già prima del decreto dalla Pro Vercelli, squadra militante in Serie B, che non voleva rischiare contagi. Alberto Gilardino, allenatore del club piemontese, ha spiegato le motivazioni che hanno portato la dirigenza a decidere lo stop anticipato.

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Coronavirus, le parole di Gilardino sulla Pro Vercelli

Il tecnico della Pro Vercelli si è espresso sulla decisione del Governo di fermare il calcio e sulla presa di posizione del club in merito al coronavirus. Ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Repubblica.

“Il nostro presidente ha parlato a me, al mio staff e a tutti i calciatori e ci ha spiegato che voleva sospendere ogni attività. Massimo Secondo è un uomo che vive n prima persona il dramma che sta colpendo i nostri anziani, per cui il coronavirus è un vero problema. Gestisce case di riposo e sa bene cosa significa mettere gli anziani in difficoltà”.

Decisione?Eravamo tutti d’accordo. Noi non siamo robot. Tutta la società, dopo aver ascoltato le sue parole, era allineata con quanto deciso dal presidente. I ragazzi hanno mostrato grande senso civico e tutti abbiamo pensato che non fosse il caso di continuare. Eravamo anche pronti a pagarne le conseguenze, poi per fortuna il CONI ha deciso di fermare il calcio“.

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Gilardino sulla salute dei calciatori

Calciatori con sintoni?No, per fortuna nessun calciatore ha patito sintomi influenzali. Anche se chi incontri ha fatto il termoscanner, a volte potresti incontrare un caso asintomatico: non ci sono certezze e garanzie per nessuno“.


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