CONI, Malagò: “Coronavirus? Non so cosa succederà dopo le porte chiuse”

| 28/02/2020 09:15

CONI, Malagò: “Si è dato un segnale”

CONI | Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al Corriere dello Sport:

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Malagò sul Coronavirus e tanto altro

Coronavirus?
«Si è voluto dare un segnale di priorità della salute pubblica. Ma questo ha innescato una serie di reazioni a catena e ora dobbiamo fare i conti con queste».

Lunedì? 
«È ciò che mi chiedono in queste ore atleti, tecnici e dirigenti da ogni dove, anche in altri sport. Non posso che sperare che il rispetto delle prescrizioni adottate rimetta il Paese nelle condizioni di rientrare nella normalità. Nessuno può garantirla». 
 
Danno? 
«Rappresentiamo il 2 per cento del Pil, più l’indotto. Fate voi. C’è un danno economico enorme, c’è anche un danno sportivo perchè sono atleti. Se hai una finale di Coppa del mondo di un grande sport, il danno cade anche sul futuro». 
 
Cautela eccessiva?  
«Non giudico, perché è facile da fuori dire che cosa si sarebbe dovuto fare. Siamo tutti bravi a fare gli allenatori e i professori. Non è semplice decidere in questo momento. Martedì sapremo se i divieti hanno funzionato o meno».  

Nicchi ricandidato?
«Ho la foto di Mattarella sulla scrivania a ricordarmi che, da garante dell’autonomia dello sport, non devo prendere posizioni e fare ingerenze». 
 
Le federazioni sono una cosa, le corporazioni un’altra.
«Allora posso dirle che il problema non è tanto quello di cambiare le persone, ma di cambiare la mentalità. Alcune persone rimangono in sella perchè sanno intercettare delle posizioni.. Qualcuno può anche pensare di farsi rieleggere, ma non di fare domani quello che fa oggi».

Challenge? 
«Sinceramente, non credo cambi qualcosa. Temo che spezzetterebbe troppo la competizione. Credo che bisognerebbe lavorare alla qualità delle decisioni e il rapporto arbitro-Var». 
Diritti tv, Malagò


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